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Noi vogliamo la pace. E voi? PDF Print E-mail
Written by Cobra Pliskin   
Friday, 10 December 2010 12:10
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Questa lettera aperta di Michael Sfaradi fu pubblicata su Liberal alla vigilia dell'apertura della Fiera del Libro di Torino nel Maggio del 2008.
In quell'occasione la Fiera fu dedicata a Israele scatenando tantissime polemiche, le solite quando si parla di Israele, e Michael le volle rintuzzare una a una, senza alcun estremismo, ma in modo pacato e equilibrato.
Sono passati due anni da allora ma la lettera rimane ancora attuale, sarebbe sempre attuale in qualsiasi periodo la ponessimo dal 1948 a oggi.


michael_sfaradi
Sfaradi alla Fiera del Libro
Cari Amici,
Prendo spunto dalla contestazione che state organizzando, contro la presenza di Israele come ospite d'onore alla fiera del libro di Torino, per esternare alcuni pensieri sulla situazione mediorientale, considerazioni che spero possano servirvi come materia di riflessione. Sinceramente non sono ancora riuscito a capire se siete amici dei Palestinesi perche odiate noi, o se odiate noi perche siete amici dei Palestinesi.
Se si tratta del primo caso alzo le mani e mi arrendo, perché se ci odiate "a prescindere" non c'è davvero nulla che si possa fare per arrivare ad un punto d'incontro. Se si tratta del secondo, possiamo per una volta lasciare da parte i nostri sentimenti e provare a ragionare.
Molti di voi si dicono pacifisti, quindi sono sicuro che nessuno pensa ad uno Stato Palestinese che debba nascere al posto di Israele; perche cosi facendo scambieremmo una guerra con un'altra e ci sarebbe un altro popolo senza terra da accasare. Sono tante le cose riportate dai mezzi d'informazione in maniera incompleta o volutamente stravolta e proprio perche noi israeliani veniamo dipinti spesso in malafede, che peggio non si potrebbe, mi sembra giusto fare un po' d'ordine.
Siamo stati chiamati i nuovi nazisti e questa e un'offesa all'intelligenza degli esseri umani. Il governo dello stato d'lsraele non ha mai costruito campi di sterminio e credetemi non ha mai pensato di farlo. Non ha mai perseguitato nessuno per credo politico, religioso o per qualsiasi altro motivo.
In Israele si registra la presenza di diverse comunità religiose, oltre all'ebraica ed alla musulmana vivono liberamente comunità arabo-cristiane, buddiste, induiste, testimoni di Geova ed altre ancora fino ad arrivare ad alcune centinaia di seguaci di Ari Krishne.
Oltre alla maggioranza ebraica Sefardita ed Aschenazita e agli arabi israeliani, vivono liberamente in Israele: Beduini, Drusi, Armeni e Samaritani. Tutte queste religioni ed etnie hanno la piena liberta di svolgere le loro funzioni ed insegnamenti; non sarebbe un peccato spazzare via questo tesoro?
Si e più volte affermato che Israele non vuole la pace, altra menzogna detta da chi mente sapendo di mentire. Tutti i governi israeliani, dalla fondazione dello stato 60 anni fa ad oggi hanno sempre cercato il dialogo e le paci raggiunte con l'Egitto dopo la guerra del 1973 e più recentemente con la Giordania sono la prova di quanto la pace e importante per ogni israeliano. Gli stessi accordi di Oslo, che poi sono finiti che peggio non si poteva, hanno comunque dimostrato il desiderio da parte di Israele di arrivare ad una soluzione che potesse permettere ad ognuno dei due popoli di vivere secondo le sue tradizioni.
Non fatevi ingannare, cari amici, da chi dice che gli Israeliani non hanno diritto di stare dove stanno e che dovrebbero tornare nei loro paesi di origine, costoro commettono uno sbaglio enorme perche probabilmente non conoscono la storia.
Gli israeliani di oggi sono i figli, i nipoti e i pronipoti di quelli che bonificarono le paludi e irrigarono i deserti che stavano li dove oggi c'e Israele. Molti di quei pionieri subirono pogrom e persecuzioni nelle nazioni d'origine e se i loro discendenti dovessero tornare nei posti che un tempo furono abitati dai loro avi, diventerebbero rapidamente minoranza minacciata.
Questa francamente non mi sembra una buona soluzione.
Dovreste sapere che i primi a fregiarsi del nome "Combattenti Palestinesi"sono stati proprio gli ebrei residenti nel mandato britannico, che si arruolarono volontari, durante la seconda guerra mondiale, come brigata autonoma nell'esercito inglese.
Combatterono contro i tedeschi nazisti e gli italiani fascisti, contribuendo alla liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Se oggi si vive in libertà, un po' del merito e anche di quei giovani che sacrificarono la loro vita sotto la bandiera che sarebbe poi diventata quella del loro stato.
Quando il 25 Aprile vedete sfilare gli striscioni con la bandiera di Israele, smettetela di fischiare e insultare perche quella bandiera sta lì di diritto.
Se davvero amate la pace, non fatevi ingannare da chi vi dice che Israele dovrebbe accettare al suo interno tutti i profughi palestinesi o presunti tali, perche le due popolazioni hanno dei bisogni che non sono conciliabili. Gli israeliani da una parte hanno bisogno di Israele cosi com'è, cioè una nazione dove la democrazia e la laicità sono e saranno per sempre le fondamenta di uno stato moderno e occidentale, ma dall'altra vogliono una nazione che deve anche racchiudere in se un'anima di tradizione e religiosità ebraica che la renda unica al mondo. Visto che l'antisemitismo e ancora molto duro a morire, Israele deve continuare ad essere un porto d'approdo e una ciambella di salvataggio per tutti gli ebrei ancora sparsi nel mondo.
Un'immigrazione palestinese sconvolgerebbe questo status creando attriti insanabili e tensioni che sfocerebbero in violenze.
In brevissimo tempo il mondo si ritroverebbe davanti ad una guerra civile devastante. I palestinesi poi non hanno bisogno di vivere in uno stato che abbia una cornice ebraica, per loro e incompatibile come e incompatibile un regime politico di democrazia.
Non nascondiamoci dietro un dito, il mondo arabo non ha ancora adottato la democrazia come metodo di vita ... anzi la combatte. Io credo che l'unica soluzione che possa portare un po' di calma stabile nella regione e la creazione di due stati che imparino a vivere uno accanto all'altro. Due stati che sappiano collaborare e che crescano insieme portando tranquillità in una terra che tranquilla non e mai stata.
Cari amici che ci odiate perche siete amici dei palestinesi, fate un favore a noi e a loro, fategli capire che se continuano a pensare ad una Palestina senza Israele riusciranno solo ad ottenere Israele senza Palestina.
Cercate di convincerli che le utopie farneticanti dei manipolatori che li spingono a distruggere prima di costruire, hanno sempre portato e continueranno a portare lutti e disgrazie a tutti. Se vogliamo la pace, cari amici, dobbiamo bloccare questi portatori d'odio ed imparare il rispetto per gli altri. Bisogna smettere di bruciare bandiere, di boicottare i libri e le idee che essi rappresentano e trovare degli accordi che consentano a tutti di vivere dignitosamente.
 

Golda Meir

1golda_meir2We can forgive the Arabs for killing our children. We cannot forgive them for forcing us to kill their children. We will only have peace with the Arabs when they love their children more than they hate us.

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