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Scoppia la Pace?
Written by Cobra Pliskin   
Saturday, 21 August 2010 08:56
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F15 israeliani
Il 2 Settembre riprenderanno, a Washington, i negoziati diretti tra Israele a Autorià Palestinese per provare a trovare un'intesa che possa portare la pace in quell'area del Mondo.
Sembrerebbe una buona notizia ma forse non lo è per niente. Vediamo perché.
Abbas e l'Autorità Palestinese arriveranno a questi negoziati perché costretti ma senza alcuna voglia di trovare la pace, quelle che erano precondizioni: ritorno ai confini del 1967, stop alle costruzioni negli insediamenti e in Gerusalemme est verranno messi sul tavolo come conditio sine qua non, il che non permetterà di fare troppi progressi soprattutto quando a Israele diventerà chiaro che probabilmente l'amministrazione americana ha promesso qualcosa ai palestinesi che Israele non potrà mai accettare.
Le voci sono molte e soprattutto da parte palestinese, sembrano certi che Gerusalemme est sarà la capitale nel nascente (ma già abortito tante volte) stato palestinese, sono talmente sicuri che hanno magnanimamente accettato il controllo di Israele sul kotel.
Cosa vuol dire?
Che i palestinesi avrebbero il controllo della Città Vecchia?
Israele avrebbe solo il controllo del quartiere ebraico con la Porta dell'Immondizia?
Davvero si pretenderebbe di arrivare alla pace dopo 62 anni di guerre, SEMPRE perdute dagli arabi, riconoscendo ai palestinesi una vittoria a tavolino?
La vedo molto difficile e non comprendo l'ottimismo di quanti, il famoso Quartetto, hanno esultato alla notizia dei negoziati diretti.
Che la Giordania speri in un accordo, possibilmente veloce, è normale, si libererebbe di qualche migliaio di palestinesi sbattendoli in West Bank, del resto lo stanno già facendo ritirando passaporti e cittadinanza a molti cittadini di origine palestinese.
Anche l'Egitto ne avrebbe da guadagnare.
Senza il problema di Gaza e senza il terrorismo palestinese (vana speranza) forse potranno dare una buona accelerata allo sviluppo, in chiave turistica, del Sinai.
Tutti però fanno finta di non sentire le voci di dissenso che, da parte araba, hanno accolto la notizia.
Hamas ha detto MOLTO chiaramente che non devono esserci negoziati, l'eventuale raggiungimento di un accordo li metterebbe immediatamente in minoranza.
La Siria che, codardamente, vede in quella frase "... ritorno ai confini del 1967 ..." l'unico modo per riavere le Alture del Golan è rimasta male per la sparizione delle precondizioni.
Se rivuole le Alture del Golan dovrà trattare direttamente con Israele e non affidare l'incarico ai maggiordomi palestinesi.
Il risultato sarà l'intensificarsi di lanci di Qassam da Gaza e, molto probabilmente, provocazioni provenienti da oltre il confine libanese da parte hitzabollah.
La stessa nave di "aiuti" che dal Libano vuole raggiungere Gaza è una di queste provocazioni.
Provocazioni che intendono far reagire Israele in modo da dare una scusa ad Abbas di ritirarsi dai negoziati ancora prima che inizino.
Queste sono solo una parte, piccola parte, delle considerazioni che non fanno protendere verso l'ottimismo, e sono considerazioni che riguardano solo gli attori coinvolti nello scenario israelo-palestinese.
C'è un altro ragionamento che, forse ancora più importante, riguarda lo scenario globale della situazione mediorientale: il nucleare iraniano.
Fino ad oggi l'Iran ha giocato con l'occidente facendo quello che gli pareva.
Ha continuato con lo sviluppo del nucleare fregandosene bellamente di tutti i richiami, le richieste i tentativi di trattare.
Ha deriso le sanzioni definendole la prova della debolezza occidentale, e in parte hanno anche ragione.
In una settimana da oggi faranno partire il loro primo impianto nucleare senza che l'occidente sia stato capace, non dico di fermare ma almeno rallentare lo sviluppo del suo nucleare.
Con un'Iran potenzialmente dotato di armi nucleari a cosa servirebbe, a Israele, la pace con i palestinesi e la costruzione di uno stato palestinese che potrebbe diventare, con l'aiuto dei "fratelli" arabi, un ulteriore pericolo per l'esistenza stessa di Israele?
L'avvio della prima centrale nucleare iraniana è anch'essa una cattiva notizia perché vuole dire che Israele deve risolversi da sola il problema del nucleare iraniano.
Probabilmente il momento migliore per distruggere la centrale sarà quando la stessa sarà divenuta operativa e l'attacco provocherà una fuoriuscita di radioattività tale da rendere il sito inutilizzabile per diversi anni.
Davvero non riesco a comprendere l'euforia di questi giorni, oddio, la capisco nella misura in cui si continua a credere che il terrorismo islamico sia legato al problema palestinese, cosa che non è e non è mai stata.
Sono in molti che credono si stia arrivando, finalmente, ad una pacificazione dell'area, io, molto più pessimisticamente, credo che i stiamo avvicinando ad una guerra che se prima poteva essere combattuta sul suolo iraniano adesso rischia di coinvolgere tutto il Medio Oriente.
 

Golda Meir

1golda_meir2We can forgive the Arabs for killing our children. We cannot forgive them for forcing us to kill their children. We will only have peace with the Arabs when they love their children more than they hate us.

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