| Cosa succede in Libano |
| Written by Cobra Pliskin |
| Thursday, 05 August 2010 10:22 |
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Assad - Presidente siriano
Il Libano è una repubblica "semipresidenziale" in quanto il Presidente della Repubblica condivide i poteri esecutivi con il primo ministro, è molto importante capire come sono elette le cariche più importanti dello stato. Sulla base di una divisione per confessioni, suggerita dai francesi nel 1943 e inserita nella Costituzione, le cariche vengo divise tra le tre confessioni più importanti. Il presidente della repubblica DEVE essere un cristiano maronita, il primo ministro DEVE essere un sunnita mentre il presidente del parlamento è uno sciita. Una sorta di soluzione salomonica per un Paese che conta un bel numero di confessioni diverse. I musulmani, soprattutto gli sciiti rappresentati da hitzabollah, mal digeriscono questa imposizione che li vedrà perennemente fuori dalle stanze del potere esecutivo. Le milizie hitzabollah, guidate da Nashrallah, sono diventate uno stato nello stato, sono armate da Siria e Iran, e mantengono il Paese in un continuo stato di conflittualità sia interna, con gli altri gruppi meramente politici, sia verso l'esterno contro Israele. Il presidente della repubblica attuale è Michel Suleiman, cristiano maronita, ex-militare. Il primo ministro è Saad Hariri, figlio di Rafiq Hariri ucciso nel 2005 in un attentato che si suppone realizzato da hitzabollah, per le sue posizioni anti-siriane e filo-occidentali. Il Presidente del Parlamento è Nabih Berri sciita e filo-siriano. Berri era il leader della milizia Amal che hanno scritto molte pagine buie della storia libanese, tra l'altro si ritiene che il pilota israeliano Ron Arad, del quale non si hanno più notizie dal 1986, fu catturato proprio da Amal. È facilmente comprensibile che un Paese così governato (meglio dire NON-governato) ha un equilibrio talmente instabile da porlo continuamente sull'orlo del baratro della guerra civile. Oggi un nuovo massacro interno potrebbe scoppiare nel momento in cui la commissione d'inchiesta internazionale, che ha indagato sulla morte di Rafiq Hariri, dovesse rendere note le risultanze dell'inchiesta, cosa che avverrà nel prossimo mese di Settembre e che addossano la colpa dell'omicidio proprio a hitzabollah. Quel momento spaventa tutto il mondo arabo e non solo il Libano. L'equilibrio interno potrebbe deflagrare con un nuovo bagno di sangue che vedrebbe da una parte le milizie sciite hitzabollah e dall'altra cristiano-maroniti e sunniti. Quelli che sono maggiormente interessati a che non avvenga nulla sono proprio hitzabollah, Siria e Iran. La Siria non ha abbandonato le sue mire sul Libano che considera una sua provincia e per questo appoggia, con la benedizione dell'Iran, le milizie hitzabollah. La Siria è un paese a maggioranza sunnita che sarebbero, almeno sulla carta, antagonisti degli sciiti, mentre Assad, l'attuale presidente è un alauita, senza voler entrare in un argomento vasto e non chiarissimo, pare che gli alauiti siano nati secoli fa da una scissione dagli sciiti, per cui si considerano più vicini agli sciiti che ai sunniti. Questa è la ragione, apparentemente incomprensibile, dell'alleanza Siria-Iran-hitzabollah. L'ultimo personaggio, non libanese, che bisogna inquadrare in questa storia e re Abdullah dell'Arabia Saudita. L'Arabia Saudita professa un Islam di tipo wahhabita, un pensiero altamente purista che si rifà in modo pragmatico al Corano rifiutando ogni tipo d'interpretazione degli scritti sacri. Per quanto possa sembrare strano, visto l'apparente filo-occidentalismo dell'Arabia Saudita, il movimento wahhabita è anti-occidentale ed è stato il fautore della Jihad (guerra santa) contro l'occidente. In Arabia Saudita si trovano le due principali città sante per l'Islam: La Mecca e Medina, il che fa ritenere a re Abdullah di essere il depositario della "verità" islamica. Questa introduzione era d'obbligo per poter seguire il ragionamento che proverò a fare. Andiamo indietro di qualche giorno quando in Libano compaiono, inaspettatamente insieme, Assad e re Abdullah. Entrambi sono mossi da una preoccupazione, per ragioni diverse, che possa scoppiare una guerra civile. Assad è preoccupato che quando diventerà di dominio pubblico la colpevolezza di hitzabollah nell'uccisione di Rafiq Hariri gli altri gruppi religiosi, cristiano-maroniti e sunniti in testa, potrebbero dare inizio la caccia allo sciita. Assad potrebbe auto-nominarsi pacificatore e con la benedizione di re Abdullah (ecco la ragione della sua presenza a fianco del Presidente siriano) far entrare le truppe siriane in libano e riprenderne il controllo . È quasi certo che l'occidente insorgerebbe a tale eventualità e potrebbe intervenire in difesa dell'autonomia libanese che passa, necessariamente, attraverso il disarmo di hitzabollah. Re Abdullah teme che lo scoppio di violenze in Libano potrebbero coinvolgere altri Paesi Arabi tra i quali il suo che proprio in occasione del Ramadan vede arrivare nelle città sante di La Mecca e Medina milioni di pellegrini islamici che se portassero con loro le controversie del vicino Libano potrebbero scatenare violenze difficilmente governabili. Assad, probabilmente istruito dall'Iran, ha provato a coinvolgere re Abdullah in questo tentativo di "pacificazione preventiva" dando istruzioni al governo libanese e hitzabollah. Il punto cruciale era distogliere l'opinione pubblica libanese dalle notizie che arriveranno dall'estero (coinvolgimento di hitzabollah nel'omicidio Hariri) offrendogli una valvola di sfogo che funziona sempre: l'odio verso Israele. Occorreva il casus belli che però NON doveva coinvolgere assolutamente hitzabollah perché il problema doveva nascere tra lo Stato libanese e lo Stato israeliano. L'occasione di far scattare la trappola è capitato molto prima di quando ci si aspettasse ed ha risentito della fretta dell'improvvisazione, i soldati libanesi hanno compiuto troppi errori che hanno vanificato le intenzioni del tranello. Vediamoli. Hanno scelto, per agire, un'operazione israeliana che era stata coordinata con gli alti comandi dell'UNIFIL, hanno pubblicizzato troppo l'evento che è stato immortalato da foto che indicano inequivocabilmente la pretestuosità dell'azione libanese, il tutto è avvenuto sotto gli occhi degli osservatori ONU che nei loro rapporti non hanno potuto nascondere che l'incidente era chiaramente premeditato. Di fronte alle prove lampanti di quello che era accaduto non c'è stata la "sollevazione" delle opinioni pubbliche occidentali e arabe (tranne i soliti noti) come sperato, è stato un errore madornale per cui occorreva correre ai ripari e si è passati al piano "B". Il piano "B" è venuto fuori poche ore dopo lo scontro tra i soldati. Nashrallah, leader hitzabollah, ha annunciato che il 9 Agosto avrebbe reso note le risultanze della loro "indagine" che provava la colpevolezza del governo israeliano nell'omicidio Hariri. Un piano "B" se possibile ancora peggiore di quello "A". Innanzi tutto se Nashrallah avesse avuto queste prove non avrebbe certo aspettato cinque anni per divulgarle, Israele non aveva alcun vantaggio nell'uccidere Hariri, anti-siriano e filo-occidentale, questo lo capiscono anche i bambini. Purtroppo (per lui) Nashrallah non ha tempo per un altro piano e deve accontentarsi di quello che ha. Paradossalmente l'incidente di due giorni fa alla frontiera israelo-libanese si è dimostrato un boomerang che si rivolgerà contro hitzabollah e Siria, oramai lo hanno capito anche loro ma sono in ballo e devono continuare a ballare. |
Golda Meir
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