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Storie "israeliane" di vita quotidiana
Written by Shazarahel   
Sunday, 27 June 2010 09:23
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mezuzah2
Una Mezuzah
Molta gente ignora che in Israele noi ebrei israeliani conviviamo giorno per giorno con gli arabi israeliani: spesso lavoriamo negli stessi posti di lavoro, ci ritroviamo negli stessi luoghi pubblici, sull'autobus, nei negozi, e nella nostra normale vita quotidiana. Sebbene spesso ci sia una certa distanza, tuttavia non possiamo che ammettere che la convivenza è tutto sommato pacifica. Vorrei parlarvi di uno di questi contatti della vita quotidiana: nella piscina che frequento, da un po' di tempo è stata assunta una donna di servizio musulmana che in breve tempo si è conquistata la simpatia e l'affetto di tutti.
Da quando lei lavora qui ha portato un cuore caldo verso tutti in un ambiente freddo ed anonimo.
Si chiama Missi, una donna buona, affettuosa, conviviale, estroversa, premurosa con tutti, è una donna divorziata con una bambina di 10 anni a carico; lavora ben 11 ore al giorno per sovvenire alle spese della vita.
I primi tempi si lamentava continuamente, con tutte le donne della piscina, dell'opportunismo degli uomini; amareggiata per essere stata ripudiata da un uomo che non viene neppure una volta all'anno a vedere sua figlia, cercava in noi altre una conferma a questa sua teoria: "gli uomini sono tutti dei porci! cercano solo il sesso!!"
Una volta la vidi piangere disperata per la sua situazione e fu in quell'occasione che nacque fra noi un'amicizia: le parlai di D', e vidi immediatamente che, a questo livello, parlavamo un linguaggio comune in cui era possibile intenderci.
Posso testimoniare che spesso negli arabi che incontro trovo un grandissimo rispetto per le nostre regole religiose.
Missi mi riempie di benedizioni e spesso mi dice "io sono come te, sono religiosa, anche noi portiamo abiti lunghi ed accollati, anche noi copriamo il capo"; sebbene le differenze di religione, tuttavia mi sono resa conto di quante cose ci accomunino e di quanto l'Islam abbia attinto alle nostre tradizioni...
Mi raccontava ad esempio che i musulmani non hanno la mezuza, ma hanno una preghiera attaccata a destra della porta che essi baciano e recitano quando escono ed entrano in casa.
Hanno una serie di berakot (benedizioni) che pronunciano sulle azioni che fanno, ne hanno una ad esempio per quando si vestono e una per quando si svestono.
Fanno le abluzioni rituali così come era uso fra noi ebrei nel periodo del Tempio, circoncidono i loro maschi, osservano la taharat hamispaha (purezza familiare), adorano l'Unico D', il D' del nostro padre comune Avraham, e adottano molti altri costumi che ritroviamo descritti nella nostra Torah. È davvero un peccato che le religioni e le false ideologie ci dividano, ci sono persone belle e stupende ovunque, ed ogni religione porta in sé la sua bellezza.
Missi è diventata per me come una sorella, fa tutto per esprimermi il suo amore, ha un cuore immenso e so che per amicizia e per amore sarebbe pronta a tutto!
Vivendo in Israele ho capito che gli arabi sono persone calde, persone passionali, che amano con fuoco, e il fuoco, si sa, può avere due effetti: scaldare o distruggere.
La violenza che spesso caratterizza i loro fondamentalisti è l'altra faccia della medaglia.
Ma nella pace, nel dialogo, nella conoscenza reciproca possiamo fare in modo di far canalizzare questo loro calore nella giusta direzione.
Quando si formano legami di amicizia gli odi e i pregiudizi generici crollano.
Siamo tutti esseri umani, molto più vicini e simili di quello che immaginiamo, e le nostre differenze non sono che il modo che abbiamo per arricchirci mutualmente di nuovi punti di vista.
Grazie Missi!
 

Golda Meir

1golda_meir2We can forgive the Arabs for killing our children. We cannot forgive them for forcing us to kill their children. We will only have peace with the Arabs when they love their children more than they hate us.

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