| Gran Gretagna - Israele |
| Written by Michael Sfaradi |
| Friday, 26 March 2010 00:21 |
Sorry, no translation available at the moment
David Miliband
Questa decisione è sembrata subito avventata e pericolosa perché il governo inglese si sarebbe auto - privato della maggiore fonte di informazioni nella lotta al terrorismo internazionale, ma nel suo discorso in parlamento, durante il quale ha mostrato un cipiglio duro e sicuro di sé, il ministro britannico è sembrato irremovibile. Sono passati alcuni giorni e non solo sembra che il decreto di espulsione non sia stato ancora notificato alle autorità consolari israeliane, ma, secondo l'Indipendent, le autorità britanniche tendono ora ad ammorbidire le loro posizioni, infatti sarebbero disposte a congelare il decreto in cambio di un impegno scritto, da parte del ministro degli esteri israeliano Libermann, sul non uso di passaporti inglesi in future azioni da parte dei servizi segreti israeliani. È chiaro che le autorità britanniche non hanno prove e vogliono ora un'ammissione, ma questa è un'offerta che Gerusalemme non può che rifiutare. Milliband ha processato e condannato il governo di una nazione che da sempre vive avendo sopra la testa le pesanti spade di "Damocle" del terrorismo islamico, di nemici che la vogliono cancellare e di organizzazioni paramilitari dotate di ogni tipo di armamento puntato sui suoi centri abitati, senza avere la minima prova. Milliband si è dimenticato che si è innocenti fino a che la colpevolezza non viene provata, e lui prove della colpevolezza di Israele non le ha. Ha creato la farsa del poliziotto buono e quello cattivo dove lui ha assunto ambedue i ruoli, accusando e lasciando una via d'uscita previa confessione. Shakespeare, nell'Amleto disse "C'è del marcio in Danimarca", noi invece crediamo che del marcio ci sia in Inghilterra se la presunzione di innocenza non viene più considerata nulla nella democrazia britannica. Tutto questo ci dà il segno del pressappochismo con il quale il governo di Londra, probabilmente schiavo della deriva islamista in atto nel regno unito, sta affrontando le emergenze internazionali, ed è, dal punto di vista dell'occidente, un grave motivo di preoccupazione. |
Golda Meir
We can forgive the Arabs for killing our children. We cannot forgive them for forcing us to kill their children. We will only have peace with the Arabs when they love their children more than they hate us. |
LOGIN
Login Form
SEARCH THE SITE
Most read
- Il summit della paura
- I nodi vengono al pettine
- Gli Amori Diversi
- Seconda Intifada: le vere ragioni
- Cosa succede tra Israele e Turchia?
- L'Erdogan fuorioso
- Rapporto della Commissione Palmer
- Moni Ovadia alla giornata della cultura ebraica, che cosa ne pensa la gente?
- Il "business" profughi
- Chi vuole la pace?
- I palestinesi "onorano" le festività ebraiche
- Viaggiare per la memoria.
- Uccisi per la pace
- Una intuizione geniale
- Scoppia la Pace?
- ANSA o non ANSA, questo è il problema
- I protocolli dei savi rispolverati
- Cosa succede in Libano
- La crisi in Libano è provocata da Teheran
- La guerra in Afganistan
- La resa dei conti
- Storie "israeliane" di vita quotidiana
- Attacco si, attacco no
- Israele avvverte: non forzerete il blocco
- Israele ferma Chomsky
- Aggredito Lars Vilks
- Perché l’Inghilterra sta aiutando gli Hezbollah?
- Lettera alla Regione Toscana
- Gran Gretagna - Israele
- Omicidio a Dubai, ennesimo pretesto per isolare Israele
- Siriano ucciso in Ungheria, è opera del Mossad?
- L’ingresso non è consentito a cani e israeliani
- E se Israele non avesse la bomba?
- Altro giro altra corsa
- Mezze verità e mezze bugie.
- Israele difende i luoghi sacri ebraici
- Turchia, Peres "sottomesso"
- Omicidio a Dubai, perché è difficile che sia stato il Mossad
- Quando la pazzia diventa arte
- Lettera aperta a Amos Oz


We can forgive the Arabs for killing our children. We cannot forgive them for forcing us to kill their children. We will only have peace with the Arabs when they love their children more than they hate us.



















Sito segnalato da e-brei.net
Articoli di Israel e Dintorni




