| Omicidio a Dubai, perché è difficile che sia stato il Mossad |
| Written by Michael Sfaradi |
| Friday, 19 February 2010 12:44 |
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Sorry, no translation available at the moment C ome una scheggia impazzita la notizia dell'assassinio di Mahmoud al Mabhouh, esponente di Hamas, rimbalza sui media che, senza prove, hanno già emesso la loro sentenza e puntano il dito contro i servizi segreti israeliani.
Anche se le possibilità che il Mossad sia l'artefice di questo omicidio mirato sono molto alte, per una volta vogliamo fare la parte dell"avvocato del diavolo" perché crediamo che la vicenda debba essere valutata in base alle prove che la polizia di Dubai ha raccolto e non in base dei "sentito dire".Mahmoud al Mabhouh, responsabile anche del rapimento e dell'uccisione di due militari israeliani, era da tempo segnato come obiettivo, era uno di quelli che in gergo sono chiamati "i morti che camminano". Il suo omicidio è avvenuto il 20 gennaio scorso e nei primi giorni si era parlato di una morte per cause naturali, poi, a distanza di circa due settimane, la "morte naturale" è diventata un omicidio e non si sa se per soffocamento o per avvelenamento. Due settimane per visionare 24 ore di filmati francamente sembrano troppe, non è che forse sono servite per confezionare le prove che portano al colpevole predestinato? Al Mabhouh gestiva dalla capitale siriana i contatti con le potenze regionali alleate del movimento islamico, Iran innanzitutto, si occupava del reclutamento di addestratori e dell'acquisto di armi. Nonostante il suo incarico e il suo passato era riuscito a sopravvivere centellinando i suoi movimenti che erano segreti e decisamente prudenti; da qui sorgono tre quesiti: come mai era partito improvvisamente da Damasco per la capitale degli Emirati senza avvertire nessuno e portare con sé neanche un uomo della sua scorta? Visto che il viaggio era segreto... chi ha avvertito un gruppo così folto di persone che da mezzo mondo si sono dati appuntamento a Dubai e organizzato nel giro di poche ore un'azione così complicata? Secondo la polizia degli Emirati il "gruppo di fuoco" era composto da un numero nutrito di agenti, si è parlato di 11 persone, addirittura di 17, un piccolo plotone. Tutta questa gente per uccidere un solo uomo? Non sarebbe stato meno pericoloso usare un killer singolo con un'azione "mordi e fuggi"? Questi agenti sarebbero entrati negli Emirati usando documenti falsi, per lo più inglesi, irlandesi, tedeschi e francesi, arrivando alla spicciolata da diverse provenienze, alcune europee. Come mai le autorità aeroportuali francesi e tedesche non si sono accorte, nonostante il sistema intranet di controllo incrociato dei documenti fra i paesi aderenti al trattato di Shengen, che diverse persone si imbarcavano verso un paese mediorientale con documenti falsificati? Come lavora la polizia di frontiera degli Emirati, visto che è stata perforata da documenti falsi per 11 forse 17 volte nel giro di poche ore? Chi ha un poco di dimestichezza nel mondo dei servizi segreti sa che neanche dopo l'attentato alle Olimpiadi di Monaco ‘72 i sicari del Mossad che avevano il compito di eliminare i mandanti del "massacro olimpico" potevano operare su territori arabi; come mai proprio ora questa regola sarebbe stata disattesa? Alcune fonti hanno riportato che sette cittadini israeliani, il cui nome era scritto sui passaporti falsi utilizzati a Dubai, si sono presentati alla stampa per testimoniare la loro estraneità, in particolare un cittadino inglese residente in Israele. Sembra strano che un servizio segreto efficiente come il Mossad usi delle identità reali, addirittura di cittadini israeliani o di persone residenti in Israele, per compiere missioni di questo tipo. Significa lasciare la firma sul luogo del delitto. A questo punto le cose sono due: o i servizi segreti israeliani sono diventati una banda di boyscout alla gita domenicale, o queste prove sono state lasciate, o costruite in un secondo tempo, proprio per veicolare le indagini verso i servizi dello Stato ebraico. I nostri sono dubbi oggettivi, e non ci stupiremmo se poi dietro a queste prove si nascondesse un "bufala" clamorosa. Nell'antichità, in fondo, quando cadeva un fulmine dal cielo gli uomini non potendo dare una spiegazione logica credevano si trattasse delle ire degli Dei, ai tempi nostri, invece, quando non si riesce a spiegare ciò che accade nel mondo dello spionaggio automaticamente si pensa al Mossad. |
Golda Meir
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