| Un posto al sole |
| Written by Cobra Pliskin |
| Sunday, 14 January 2007 11:36 |
Sorry, no translation available at the moment In Medio Oriente continua il gioco delle parti da parte dei vari capi e capetti.Questa volta è il turno di Asad . Asad, il capetto di Damasco, ha fatto due conti, sbagliati come al solito, e ritiene che i tempi sono maturi per avanzare le sue richieste. Da una parte tende la mano ad Olmert per eventuali accordi di pace dall'altra "avverte" che non ha la pazienza di attendere a lungo una risposta. Una velata minaccia (nemmeno tanto velata) ad agire, sarebbe interessante sapere come pensa di agire. Un attacco frontale ad Israele? Credo che i suoi generali non se lo sognano nemmeno! Probabilmente qualche altro rapimento, semmai di qualche soldato sulle alture del Golan. È abbastanza imbecille da pensarci davvero. Questa volta, però, nessuno riuscirebbe a fermare i soldati israeliani che arriverebbero fino a Damasco mettendo finalmente fine a questo ridicolo regime. In effetti qual è il ragionamento di Asad ? Lui ritiene, come tutti gli arabi, che Israele abbia perduto la guerra in Libano ma, come tutti gli arabi, non ha compreso che è stata una sconfitta politica dovuta alle mancanze del governo Olmert , non certo una sconfitta militare.Il buon Asad ritiene che sia il momento di reclamare le alture del Golan convinto, probabilmente per le promesse dei Paesi europei che partecipano alla forza di pace in Libano che l'Europa lo sosterrà in questa sua richiesta. Per cui l'agnellino ha smesso di belare e sta provando ad abbaiare. Il suo abbaiare ha raggiunto Israele e, purtroppo, c'è gente nella Knesset che lo sta davvero prendendo in considerazione. Altro enorme errore politico. Ma il problema oggi non è Asad, non sono i palestinesi e non sono gli hitzabollah. Purtroppo il problema oggi è Israele. Un Paese oramai completamente fermo dal punto di vista politico. Pare che Olmert non riesca a fare più di una cosa per volta: se parla con l'autorità palestinese perde di vista il Libano. Se pensa al Libano si dimentica l'Iran . E se si occupa dell'Iran dimentica i settlements che sono da smantellare. Che dire? Kadima è stato un aborto, il seme che l'aveva concepito (Sharon ) è oramai morto ed il padre putativo (Olmert ) non si è dimostrato all'altezza di continuare l'opera del padre biologico. Tempi duri per Israele, durissimi ma, questa volta, essi sono causati dal suo interno. La situazione politica è davvero disastrosa. In questa situazione come affrontare un momento politico di enorme rilievo: l'elezione del nuovo presidente della repubblica? Anche in Israele, come in Italia, il presidente della repubblica è una figura puramente rappresentativa ma in un Paese come Israele il significato va aldilà dei suoi compiti.L'elezione del presidente deve essere un messaggio verso l'esterno e verso l'interno. Olmert aveva espresso il suo gradimento verso Eli Wiesel , un ebreo americano che si è sempre distinto per il desiderio di non veder morire l'incubo della Shoah . Ma è sembrato più un modo per non scoprire le carte piuttosto che un candidato reale: Wiesel non è cittadino israeliano per cui non si capisce come potrebbe diventare il nuovo presidente della repubblica israeliano. Oppure è il sintomo della completa mancanza di idee. Qualcuno ha proposto, non in modo esplicito, la propria candidatura: Grossman . Sta girando per l'Europa, facendo conferenze nelle varie università. Insomma sta studiando da presidente. Ma non è credibile, non ritengo che verrà nemmeno preso in considerazione. Un buon candidato potrebbe essere Peres . ![]() Premio nobel per la pace, proveniente dal partito laburista, una colomba che adora l'ulivo della pace ma anche il pugno di ferro. Uno dei pochi, se non l'unico, che può essere legato alla fondazione dello stato d'Israele. Mi sembra un buon candidato. È un buon candidato anche perché potrebbe segnare la sconfitta definitiva di Kadima con il susseguente ritorno alle urne del popolo israeliano. Oramai l'unico modo per dare una svolta alla politica del Paese è quello di tornare davanti all'elettorato. Non risolverebbe la situazione ma forse potrebbe servire a far venire fuori volti nuovi. Eh si, anche in Israele c'è qualcuno che è alla ricerca di un posto al sole. |
Golda Meir
We can forgive the Arabs for killing our children. We cannot forgive them for forcing us to kill their children. We will only have peace with the Arabs when they love their children more than they hate us. |
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Anche in Israele, come in Italia, il presidente della repubblica è una figura puramente rappresentativa ma in un Paese come Israele il significato va aldilà dei suoi compiti.
We can forgive the Arabs for killing our children. We cannot forgive them for forcing us to kill their children. We will only have peace with the Arabs when they love their children more than they hate us.



















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