| I palestinesi "onorano" le festività ebraiche |
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| Scritto da Michael Sfaradi |
| Martedì 14 Settembre 2010 11:48 |
Il bambino ferito
Mentre i 30 giorni del Ramadan sono passati in totale tranquillità, non sono state registrati scontri di nessun tipo, lo stesso non si può dire per quello che riguarda le festività ebraiche che, sono vissute sotto tensione. Questo vale per gli abitanti delle zone confinanti con la striscia di Gaza, che nei giorni scorsi sono nuovamente diventati bersagli dei Kassam palestinesi, e sono stati presi di mira a ripetizione. La reazione dell'aeronautica israeliana che ha bombardato uno dei depositi dove erano conservato materiale bellico, non si è fatta attendere con il risultato che delle persone hanno perso la vita. Anche coloro che con l'approssimarsi del giorno dell'espiazione si recano a pregare in luoghi sacri per l'ebraismo, quest’anno più di altri anni, stanno subendo dagli arabi israeliani provocazioni di tutti i tipi, alcune anche violente. Quella più grave si è verificata ieri mattina quando un gruppo di male intenzionati ha aggredito a colpi di pietra due persone, un padre di 34 anni e il figlio di 7, che si stavano recando alla tomba di "Simone il giusto". Il padre se la caverà con quattro punti di sutura sulla fronte, mentre il bambino, sul quale si erano concentrati i lanci di pietre anche a distanza ravvicinata, è stato ricoverato in ospedale e oltre alla mano fratturata ha avuto varie lividi e contusioni sia sul viso che sul resto del corpo. Solo l'intervento di una pattuglia dell'esercito israeliano è riuscita ad evitare il peggio. La tensione però si fa sentire anche nel resto della popolazione israeliana, non dimentichiamoci che Israele fu attaccata, nel 1973, dall’Egitto e dalla Siria proprio nel giorno dell’espiazione e il ricordo di quella guerra è ancora molto vivo nella memoria collettiva israeliana. Le notizie che filtrano da i tavoli delle trattative di pace; richieste palestinesi inaccettabili da parte israeliana sulla questione dei profughi e il non riconoscimento di Israele come Stato ebraico, stanno nuovamente facendo naufragare trattative e speranze di pace, questo aumenta l'acredine che c'è fra le due popolazioni e fa infiammare gli animi fino allo scontro fisico. La speranza è che, al contrario di ogni previsione, le delegazioni riescano a trovare dei punti di incontro che possano evitare il peggio. |
Golda Meir
Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi. |
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Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi.



















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