| Viaggiare per la memoria. |
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| Scritto da Cobra Pliskin |
| Lunedì 13 Settembre 2010 14:11 |
Ingresso di Auschwitz
Ma ci sono ben altre ragioni per ricordarla, chi non ha visto quello splendido film Schindler’s list? Chi non ha sentito parlare, o letto, del Ghetto di Varsavia? Quanti sanno che Auschwitz e Birkenau sono proprio in Polonia? Auschiwitz, che è diventato il simbolo della Shoà, è proprio in quel Paese che sembra lontanissimo da noi, irraggiungibile, i problemi di lingua e gli spostamenti ci fanno desistere. Meglio dire ci FAREBBERO desistere se non ci fosse stato qualcun altro che ci ha pensato decidendo di organizzare, a prezzi davvero irrisori, la visita a quei luoghi.
La targa con le parole di Primo Levi nel blocco italiano.
Sgombriamo subito il campo da un dubbio che potrebbe assalire qualcuno, Amici di Cracovia NON è un’agenzia di viaggi che ha deciso di commercializzare il dolore e la memoria! È più semplicemente un gruppo di persone che ha voluto mettere le conoscenze di quel Paese e di quei luoghi al servizio di quanti sentono il bisogno di CAPIRE. Parlare di Shoà senza aver visto la targa che salutava l’ingresso al campo dei “trasporti”: Arbeit macht frei oppure quei binari sui quali sono passati migliaia di vagoni pieni di esseri umani, che spesso morivano durante il viaggio, ne fa sbiadire il ricordo soprattutto nei più giovani. Il mio invito è semplice, visitate il loro sito dove troverete le date dei prossimi viaggi, mettetevi in contatto con loro usando il modulo di contatti del sito oppure, se preferite, su Facebook potete contattare Michele Andreola (Andreola Michele) che sarà felicissimo di darvi tutti i dettagli. Una sola avvertenza, la visita di quei luoghi non deve essere presa come una scampagnata, non si va lì a divertirsi o per raccogliere souvenir, lo scopo del viaggio è uno solo: capire cosa è capace di fare l’essere umano quando da libero sfogo ai suoi istinti animaleschi. È avvenuto ma potrebbe succedere di nuovo. Il sito di Amici di Cracovia è: www.amicicracovia.org |
Golda Meir
Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi. |
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