| Il Muro conteso, il Kotel |
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| Scritto da Cobra Pliskin |
| Domenica 29 Agosto 2010 00:00 |
Il Kotel
È il luogo sacro dove gli ebrei pregano lasciando nelle fenditure tra le pietre dei bigliettini con le loro richieste, suppliche e preghiere, anche Giovanni Paolo II pregò lì, durante il suo viaggio in Israele, lasciandoci il canonico biglietto. Eppure anche il Kotel è contestato dai musulmani secondo i quali a quel muro Maometto legò il cavallo per ascendere al cielo, ritenendolo quindi un luogo sacro per l'Islam. A dire il vero questa storia nacque nel diciassettesimo secolo, prima di quella data non c'è traccia della presunta sacralità musulmana del muro, facile comprendere come lo scopo fosse quello d'impedire agli ebrei di avvicinarsi al "loro" muro. All'inizio del secolo scorso gli ebrei erano costretti addirittura a pagare 300 pounds all'anno per poter pregare presso il muro, "l'obolo" andava ai proprietari delle case confinanti che, naturalmente, erano musulmani. In quegli anni il muro non era come lo conosciamo oggi, la maggior parte era nascosta dalle case che vi erano state costruite a ridosso, solo la parte sud era visibile, la porzione aperta alla preghiera degli ebrei era di un centinaio di metri di lunghezza per dieci metri di larghezza, una sorta di vicolo umido, stretto e corto in mezzo alle case dei musulmani. A causa della presunta sacralità del muro per i musulmani ci furono molti incidenti anche gravi che videro le due comunità scontrarsi. Nel 1919 ci fu la prima rivolta che le autorità britanniche provarono a sedare schierandosi alternativamente con l'una o l'altra comunità senza mai riuscire a mettere un punto fermo alla contestazione. Gli ebrei avrebbero voluto suonare lo shofar ma i musulmani ritenevano l'azione gravemente lesiva della sacralità del luogo, non veniva nemmeno permessa la dislocazione di panche e/o sedie per coloro che vi si recavano a pregare, per i musulmani sarebbe stata un'usurpazione dei diritti che, come detto, secondo loro risalivano ai tempi di Maometto. La pretesa dei musulmani era, ed ancora è, che il muro faccia parte integrante della grande moschea, ma, ripeto, questa storia è iniziata solo nel diciassettesimo secolo e non ha alcuna base storica e/o religiosa. A ulteriore prova che il Muro non avesse alcuna importanza per i musulmani c'era la loro abitudine a far passare le mandrie di bovini davanti ad esso, tale passaggiò s'intensificò proprio dove gli ebrei si raccoglievano in preghiera con il solo scopo di disturbarli. Nel 1928 venne messa una separazione, consistente in un telo bianco, per dividere gli uomini dalle donne che pregavano presso il muro. Inutile dire che ai musulmani la cosa non piacque e ci furono scontri con molti morti da una parte e dall'altra. La Società delle Nazioni nominò una commissione d'inchiesta alla quale le parti in conflitto presentarono il caso dai rispettivi punti di vista. Il portavoce degli ebrei chiese che fosse permesso di pregare presso l'ultimo luogo sacro che era rimasto agli ebrei visto che tutti gli altri erano andati irrimediabilmente perduti. Il portavoce musulmano dal canto suo affermò che il muro apparteneva ai musulmani come proprietà e luogo di culto e che non avrebbero accettato alcuna decisione che andasse contro questo loro diritto. La commissione, nel 1931, con decisione salomonica, riconobbe la proprietà del luogo ai musulmani stabilendo però che gli ebrei avrebbero potuto pregare nel luogo seguendo però delle precise regole. "Essi [gli ebrei] non possono utilizzare una divisione, o alzare le loro voci nel canto. Il suono di uno shofar è anche vietato. L'Arca, dove sono conservati i rotoli della Torah, dovrà essere portatile e rimossa dopo ogni servizio. Non è più ammissibile di portare l'Arca fuori nei giorni feriali. Le sue dimensioni sono state definite dalla legge. Un funzionario di governo è incaricato periodicamente di verificare che le misure non siano superiore ai prescritti 50x30x102cm. Sono ammessi anche un lavandino con un contenitore per l'acqua, rimovibili, anch'essi sottoposti a controlli periodici. Sono proibite panche e sedie. Ai musulmani è concesso il passaggio in qualsiasi momento mentre viene proibito il passaggio delle mandrie tra le 8:00 e le 15:00 dello Shabbat e delle altre festività ebraiche." Al fine di mantenere l'ordine e l'osservanza di queste regole venne realizzato un posto di polizia presso il Muro. L'inutilità di questa precauzione è dimostrato nel diario tenuto da Victor Orenstein Isaac (ucciso nel 1948 da un cecchino arabo), un rabbino di Gerusalemme responsabile del osservanze religiose al Kotel. Ecco degli esempi: 9 Febbraio 1932: gli arabi ieri hanno usato dei tamburi e dei bollitori con il solo scopo di disturbare la preghiera. I poliziotti inglesi e arabi presenti si sono guardati bene dall'intervenire. Un paio di ragazzi arabi hanno attraversato l'area fumando delle sigarette, quando un giovane ebreo si avvicinò dicendo loro che non era un atteggiamento corretto venne richiamato da un poliziotto inglese che ammonì il giovane di non disturbare i passanti. 13 aprile 1933: Alle 06:30, gli ebrei che sono arrivati al Muro della preghiera hanno trovato un mucchio di escrementi umani in un angolo. 14 aprile 1933: Il rabbino Sonnenfield, molto anziano, è venuto nel mattino a pregare. Uno dei presenti ha spinto verso di lui un basso sgabello per consentirgli di riposare. Immediatamente, la polizia si precipitò tirandogli via lo sgabello. 2 Aprile 1934: il sergente Wright mi ha informato che lo sceicco di Abu Madyan (la moschea adiacente) ha sporto denuncia alla polizia contro di me e il custode il signor Mejuchass per aver pulito la zona con scope e acqua, alla vigilia della Pasqua ebraica in violazione della legge che vieta agli ebrei di pulire la zona del Muro. 22 Febbraio 1936: L'ottuagenario rabbino Moshe Grossman si è lamentato di essere stato fatto segno del lancio di escrementi umani mentre si recava al Muro. Più tardi, ci sono lanci di pietre su di noi durante le preghiere da un tetto nelle vicinanze. La polizia ha chiesto se Grossman ritenesse che gli escrementi fossero stati gettati deliberatamente. 5 novembre 1935: delle pecore sono state fatte passare ripetutamente nei pressi del Muro durante la preghiera del mattino, ma dal momento che non era sabato la polizia non è intervenuta. 30 Dicembre 1935: A mezzogiorno, ho trovato escrementi spalmati su parti del muro. L'ufficiale di servizio ha chiesto se avevo intenzione di presentare una denuncia. Ho detto che non sapeva contro chi, ma ho chiesto alla polizia di essere più attenti. 23 Gennaio 1936: lo sceicco di Abu Madyan ha sporto denuncia per due chiodi che il custode aveva infisso nella parete accanto al lavandino al fine di potervi appoggiare degli asciugamani. Il caporale britannico mi ha interrogato su questo. Gli ho risposto che non avevamo bisogno dei chiodi e lo sceicco li poteva avere se proprio li desiderava. 4 giugno 1937: ho trovato tanti pezzi di carta, di quelli che gli ebrei spingono dentro le fessure nel muro, ridotti in cenere sul terreno. L'agente di polizia in servizio ha affermato che non aveva visto o sentito nulla durante tutta la notte. 1 settembre 1938: Ancora una volta, questa sera non c'era la guardia in servizio regolare dal Muro. I poliziotti inglesi mi hanno detto il motivo: il pericolo di assalti [dai rivoltosi] durante la notte. 2 settembre 1938: Alla fine è accaduto quello che temevamo. Mentre la guardia era assente durante la notte, il posto di polizia è stato bruciato con tutto il suo contenuto. Gli aggressori hanno prima sparato circa 45 colpi contro la costruzione. Vedendo che non vi è stata alcuna risposta, sono venuti giù [dal Monte del Tempio], bruciato la costruzione di legno, e sono fuggiti portandosi via il telefono. l [vicini arabi] dicono di non aver sentito e visto nulla. È stato acquistato un nuovo telefono e fissato al muro causando lamentele da parte dei devoti. 16 Ottobre 1938: Mentre mi recavo al Muro sono stato fermato da una pattuglia della polizia che m'impedì di continuare affermando che avevano ordine di non far avvicinare nessuno al Muro. 29 ottobre 1938: Arrivo al Muro questa mattina dopo due settimane durante le quali ci era stato impedito e ho scoperto con profonda tristezza che il Muro è stato brutalmente profanato. Scaglie di pietra sono state divelte, era stato acceso un fuoco che aveva annerito di fuliggine parte del muro. La comunità è molto dispiaciuta. Accompagnato da un sergente britannico e da un poliziotto ho visitato le camere dove sono conservati gli oggetti sacri e ho scoperto che sono state tutti bruciati e distrutti: i rotoli della Torah, il lavandino, le librerie, più di duecento libri di preghiere e salmi. 5 Novembre, 1938: un vicino arabo, residente in una delle case di fronte al Muro, mi informò che la dissacrazione era stata portata a termine da una banda di circa duecento uomini armati. Non c'era modo di fermarli. Nonostante la situazione questo sabato circa trecento persone hanno visitato e pregato presso il Muro. Anche questa è storia, spesso volutamente dimenticata, perchè gli ebrei devono essere i cattivi, i prepotenti, i violenti, coloro che usurpano i diritti degli altri, che poi questi diritti non siano mai esistiti ma che anzi siano stati inventati ad hoc, come la storia di Gerusalemme, si preferisce dimenticarlo. Argomenti correlati: La Storia di Gerusalemme |
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