| Aggredito Lars Vilks |
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| Scritto da Michael Sfaradi |
| Giovedì 13 Maggio 2010 00:00 |
Lars Vilks
disegnato ci sono due strade percorribili: si contesta mettendo in chiaro il proprio punto di vista, oppure, se ci si sente offesi, si querela il giornale che ha pubblicato la vignetta o l’articolo diffamatorio e si trascina il giornalista,il direttore e l’editore davanti ad un giudice chiedendo pubbliche scuse e un congruo risarcimento, rimettendo così il contendere nelle mani della magistratura. Noi non vogliamo entrare nel merito delle vignette, dei cortometraggi o dei cartoni animati (anche gli autori dei cartoons “South Park”, a causa di un personaggio che raffigura il profeta Maometto, hanno ricevuto una fatwa) che hanno preso di mira la religione islamica, ma della reazione che esse hanno provocato e continuano a provocare. La libertà di espressione è seriamente messa in pericolo dagli animi di soggetti violenti che anche in Occidente pretendono di agire secondo leggi che sono lontane dal modo democratico terrorizzando, e spesso aggredendo, quelli, e sono purtroppo ormai pochi, che non hanno alcuna intenzione di barattare il diritto all’espressione con il “politicamente corretto”. Ciò che ci lascia sconcertati è la quasi totale mancanza di solidarietà parte dei Media nei confronti di coloro che sono stati oggetto di queste violenze di matrice islamica, e, quando viene espressa, non è mai immediata ed è sempre elargita con parsimonia ed in sordina. Non solo non c’è stata “una levata di scudi” in difesa del diritto di espressione, bene comune a tutti, ma in questa vicende, sicuramente per timore di ritorsioni di ogni tipo, da troppo tempo siamo testimoni di un gioco a nascondino dove si riportano i fatti per dovere di cronaca evitando commenti che potrebbero urtare quegli “animi sensibili” Il punto è, inutile girarci intorno, che se vogliamo mantenere intatto il mondo in cui viviamo non dobbiamo permettere a nessuno di cambiarlo con la violenza e dobbiamo chiedere alle istituzioni democratiche europee di smetterla con inutili speculazioni politiche e di assumere il giusto comportamento prima che sia troppo tardi. |
Golda Meir
Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi. |
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