Home Varie Omicidio a Dubai, ennesimo pretesto per isolare Israele
Omicidio a Dubai, ennesimo pretesto per isolare Israele PDF Stampa E-mail
Scritto da Michael Sfaradi   
Martedì 23 Marzo 2010 19:59
israel_hasson
Israel Hasson
Il Foreign Office ha addossato al Mossad israeliano la responsabilità della falsificazione dei passaporti inglesi usati a Dubai dal commando che ha eliminato l'esponente di Hamas Mahmoud al Mabhouh, attribuendo così allo Stato ebraico anche la responsabilità della sua uccisione. Pertanto è stata decisa dal governo Britannico, come ritorsione, l'espulsione di uno o più rappresentanti diplomatici israeliani in Gran Bretagna. Le relazioni diplomatiche fra i due paesi, già duramente provate dai vari boicottaggi commerciali e culturali, sono ai minimi storici e ad un passo dallo strappo vero e proprio. Questa decisione, tra l'altro, potrebbe aprire ad azioni simili anche da parte di Dublino, Parigi e Berlino. La verità è che non esistono delle prove sul coinvolgimento dei servizi segreti israeliani nell'eliminazione del terrorista, e negli ambienti politici si considera che questa "mossa diplomatica", basata solo su indizi e sospetti, mascheri invece un'azione politica mirata a mettere Israele in difficoltà in un momento di crisi. Ne abbiamo parlato con Israel Hasson, deputato di Kadima al parlamento israeliano, che abbiamo raggiunto telefonicamente.
Onorevole Hasson, può darci a caldo la sua prima impressione su queste notizie che arrivano da Londra?

Non credo che il governo inglese abbia prove certe per una decisione di questo tipo, si tratta di un provvedimento preso in base a deduzioni e sentito dire; non su prove certe. Ammettendo però che fosse tutto vero, io sono sicuro che se un terrorista volesse acquistare sul mercato nero internazionale migliaia di missili per bombardare Londra, Manchester o Dublino, i servizi segreti inglesi avrebbero agito eliminando i pericoli e falsificando tutto quello che serviva pur di arrivare allo scopo.

Quale potrebbe essere la reazione israeliana all'espulsione di uno dei suoi rappresentanti a Londra?
Sono sicuro che il nostro governo sarà in grado di rispondere nella giusta maniera e nel momento appropriato. In questa, come in altre questioni, l'opposizione, di cui faccio parte, sarà al suo fianco.

Da giorni ormai si parla quasi esclusivamente di otto passaporti falsi e 1600 appartamenti, mentre sull'uccisione di oltre cinquecento persone in Nigeria è sceso il silenzio e la questione della bomba atomica iraniana viene affrontata con sterili appelli. Come se lo spiega?
Si tratta di speculazioni politiche, per questo ciò che accade in medio oriente è più importante di quello che accade altrove e spiega perché i giornali, i governi e le assemblee internazionali si occupano quasi esclusivamente di ciò che accade nella nostra regione dimenticando o facendo finta di dimenticare le barbarie che accadono in altre parti del mondo. Secondo me questo nasconde la debolezza delle democrazie occidentali di fronte alle minacce che arrivano dagli ambienti islamici più radicali dietro i quali si stanno compattando diverse nazioni, alcune delle quali sono delle vere potenze regionali. È più facile prendersela con un'altra democrazia che non con un regime di altro tipo; ma questo è un errore amaro perché non si può continuare a vivere eludendo o ignorando la realtà. Prima o poi bisogna affrontarla e più tempo passa più sarà difficile. Per quello che riguarda la costruzione dei 1600 appartamenti a Gerusalemme vorrei ricordare che mesi fa, quando furono annunciate nuove costruzioni nel quartiere di Ghilò, il governo spiegò, e ieri il primo ministro Netanyahu lo ha ribadito davanti ad un folto pubblico e in diretta televisiva, che Gerusalemme è la capitale di Israele da nord a sud, da est ad ovest e che costruire nella propria capitale è una diritto di ogni nazione. Sul nucleare iraniano l'occidente non ha saputo mai mettere seri paletti al governo di Teheran e ancora oggi non si vedono all'orizzonte delle iniziative che possano evitare una tragedia annunciata. Appelli alla moderazione e richieste di dialogo come quelli fatti dal presidente Obama, e da altri prima di lui, non hanno portato a nessun risultato; difficile credere che oggi, dopo le continue prese in giro e gli incredibili tiramolla da parte iraniana, possano sortire qualche effetto. Israele segue con attenzione gli sviluppi considerando che è stata più volte minacciata di distruzione. Sa di essere al numero uno sulla lista degli obiettivi, Ahmedinejad, Nasrallah, Haniyeh e diversi altri non ne ha mai fatto mistero, ma anche su questo, durante il discorso di ieri, Netanyahu è stato chiaro: abbiamo il diritto di difenderci da ogni minaccia e l'opposizione la pensa esattamente come il governo in carica.

 

Golda Meir

1golda_meir2Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi.

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