| Turchia, Peres "sottomesso" |
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| Scritto da Michael Sfaradi |
| Martedì 23 Febbraio 2010 10:42 |
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D al momento che Erdogan è alla guida della Turchia i rapporti fra Ankara e Gerusalemme hanno più volte rischiato lo strappo diplomatico.Anche se il primo ministro israeliano ha sempre fatto da pompiere, nell'intento di calmare il ministro degli esteri Lieberman, dovrà presto prendere atto che l'attuale Turchia non può più essere considerata fra le nazioni amiche di Israele. Le violente manifestazioni che si sono tenute nelle principali città turche, la programmazione di un serial televisivo dove gli israeliani vengano descritti come assassini assetati di sangue, sono le spie della voglia di Erdogan di interrompere le relazioni diplomatiche con lo Stato ebraico.L'ultimo atto di questa querelle è stata l'ostentata esposizione di cartelloni giganti con un fotomontaggio dove il presidente Shimon Peres si inchina davanti al primo ministro turco Erdogan in un atto di sudditanza. Queste immagini sono state pubblicate sui principali quotidiani israeliani e le maggiori reti televisive le hanno trasmesse in servizi dove gli slogan urlati erano molto simili, se non uguali, a quelli che si sentono a Teheran o a Beirut. Lo sfregio al presidente della Repubblica, premio Nobel per la Pace e icona storica dello Stato stesso, è mal digerito dalla maggior parte della popolazione e questa, forse, potrebbe essere la goccia che farà traboccare il vaso della pazienza israeliana. C'è da chiedersi se l'attuale Turchia che con i suoi comportamenti, mentalità e i modi di agire si allontana giorno dopo giorno dai modelli occidentali, possa essere ancora presa in considerazione per un eventuale ingresso nell'Unione Europea, e se sia il caso, viste le attuali "frequentazioni" di Erdogan, di mantenerla all'interno della Nato. |
Golda Meir
Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi. |
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Le violente manifestazioni che si sono tenute nelle principali città turche, la programmazione di un serial televisivo dove gli israeliani vengano descritti come assassini assetati di sangue, sono le spie della voglia di Erdogan di interrompere le relazioni diplomatiche con lo Stato ebraico.
Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi.



















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