| Vita e opere di Isaac Babel |
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| Scritto da A.Toscano |
| Domenica 22 Novembre 2009 20:12 |
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Scrittore, giornalista, commediografo, sceneggiatore, nato a Odessa nel quartiere ebraico della Moldavanka nel 1894. Scampato per miracolo al pogrom del 1905 in cui fu ucciso il nonno, fino ai sedici anni studiò l'ebraico, la Bibbia e il Talmud. Studiò all'Istituto commerciale di Odessa e già a quindici anni cominciò a scrivere racconti in francese. Successivamente si trasferì prima a Kiev, dove si laureò nel 1915 all'Istituto di finanza e affari, e poi a Pietrogrado, senza avere diritto di residenza perché ebreo. Nel 1916, dopo avere per proposto a varie case editrici i suoi racconti ricevendo unicamente rifiuti, ebbe l'incontro che segnò il suo destino di scrittore. Il famoso Maksim Gorkji pubblicò i primi racconti di Babel' nel novembre del 1916 sulla sua rivista Letopis' (Cronaca). A causa del contenuto ritenuto osceno del racconto "La finestra del bagno" fu incriminato per violazione dell'articolo 1001 del codice penale. Gorkji gli consigliò di andare tra la gente e di trarre dalla vita vissuta il materiale su cui scrivere. Babel' in sette anni fu soldato sul fronte rumeno, lavorò per la Ceka come traduttore e interprete e al Commissariato nazionale per l'educazione, partecipò alle spedizioni militari del 1918, combatté nell'armata del nord contro Judenic e svolse tantissimi altri lavori. Nel 1919 si era sposato. Nel 1920, nel corso della guerra civile, fu arruolato come corrispondente di guerra nella Prima Armata a cavallo del feldmaresciallo Budjonnyj, e vide con i suoi occhi la brutalità della guerra che cercava di portare la rivoluzione comunista in Polonia. L'Armata arrivò fino alle porte di Varsavia e qui fu duramente sconfitta nel 1920. Babel' stesso ammette che solo dopo il 1923 imparò a scrivere in modo più chiaro e conciso. Nel 1924 alcuni suoi racconti di guerra furono pubblicati nel quarto fascicolo della rivista LEF, diretta da Vladimir Majakovskji; questi racconti, insieme ad altri, vennero poi pubblicati sotto il titolo "L'armata a cavallo". Il vivo realismo delle scene più cruente, molto lontane dall'idea romantica ed eroica della guerra, gli procurò molti nemici ma, grazie alla protezione di Gorkij, il libro fu salvato dalla censura e fu tradotto e pubblicato in molte nazioni. Babel' tornò a Odessa, la sua città natale, ma la trovò profondamente cambiata, decise così di salvaguardare il ricordo del quartiere ebraico della Moldavanka in una lunga serie di racconti su quella che lui chiamava la Marsiglia sul Mar Nero. Eroe principale dei "Racconti di Odessa" è il bandito ebreo Benda Krik, una specie di re straccione e beffardo della malavita odessita. A Benja Krik Babel' dedicò anche una sceneggiatura del 1926. Il ciclo dei racconti di Odessa così vivace, scoppiettante, scritto in prosa semplice ma ricca d'invenzioni, ebbe un grandissimo successo per tutti gli anni '20. Nel 1925 la moglie espatriò in Francia e il matrimonio finì. Nel 1930 Babel' iniziò a viaggiare per le campagne dell'Ucraina e fu testimone diretto della feroce campagna di collettivizzazione forzata di Stalin. A seguito di questo crescente rifiuto delle crudeltà del regime, Babel' si ritirò sempre di più a vita privata. Venne per questo aspramente criticato per scarsa produttività ed estetismo. Nel 1935 gli fu concesso il permesso di recarsi in Francia a visitare la famiglia e tenne un discorso a Parigi al Congresso Internazionale antifascista degli scrittori. Al suo ritorno in URSS, collaborò con Eizenstein a sceneggiature cinematografiche. Nel 1936 Gorkij morì in circostanze poco chiare e immediatamente Babel' iniziò a temere per la propria vita. Nel 1939 fu arrestato e condotto alla Lubjanka con l'accusa di essere membro del movimento Trotskista e di essere una spia al soldo dei francesi. Venne torturato, gli fu estorta una confessione, di cui esiste la copia, macchiata di sangue. Venne processato e fucilato nel carcere di Butyrka il 27 gennaio 1940 con l'accusa di spionaggio simultaneo in favore di francesi, austriaci e trotsckisti e come membro di organizzazioni terroristiche. I manoscritti, i diari, i suoi archivi vennero confiscati e distrutti. La versione ufficiale data la sua morte al marzo 1941 in un gulag siberiano. I familiari non seppero più nulla di lui per 15 anni. Nel 1954 fu riabilitato. |
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