Home Ebraismo Storia Isaac Babel' su Mussolini (1934)
Isaac Babel' su Mussolini (1934) PDF Stampa E-mail
Scritto da A.Toscano   
Sabato 21 Novembre 2009 21:02
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Isaac Babel
Da un'intervista del 1934.
(...) Il fascismo in Italia è un fenomeno interessantissimo, degno di attenzione. Il cambiamento esteriore è sbalorditivo, le ferrovie sono le migliori d'Europa, la povertà sta arretrando, le strade sono pulite e alberate
(...) Gli italiani non fanno altro che vantarsi dei loro successi, in questo momento non esiste al mondo un altro governo che si lodi da solo come quello italiano. Ovunque si possono vedere ritratti di Mussolini in ogni posa. All'epoca del raccolto falcia e miete con i contadini anche lui. (...) tutto concorre a formare nel visitatore un'impressione straordinaria: è come essere perennemente sotto anestesia. E questa narcosi ogni giorno e con grande astuzia viene rinnovata da Mussolini. In Italia i comunisti sono stati respinti nei meandri della clandestinità, incontrarli e conoscerli è difficilissimo. Tutte le conversazioni hanno un unico argomento: Mussolini  (...) Il fratello di Mussolini (che, si è scoperto dopo la sua morte, era un satrapo) è morto di un colpo apoplettico, perciò adesso tutti temono che anche Mussolini faccia la stessa morte. Quest'uomo colma e satura di sé tutti gli aspetti della vita politica e sociale. Addirittura le mostre sono allestite secondo disegni approvati da lui. A un giornalista che si sforzava in un'intervista di fargli ammettere che il Partito fascista non aveva un programma, Mussolini ha risposto: " Io stabilisco il programma del partito ogni giorno, immediatamente dopo avere letto i telegrammi del mattino, e resta in vigore fino a quando ricevo i telegrammi della sera". È in questo modo che gli italiani vengono a sapere il programma della loro vita per quel giorno. Eppure quest'uomo gode di totale considerazione sia dai circoli borghesi e piccolo borghesi, sia dai suoi rassegnati e disarmati avversari. Continuamente si discute sull'arte di amministrare e governare lo Stato e pure Mussolini concede lunghissime interviste su quest'argomento. A noi la sua consuetudine di paragonare il popolo a una donna fa l'effetto di un anacronismo senza senso. Mussolini dichiara: "I capi devono essere maschi, mentre la folla è fondamentalmente una femmina impressionabile, golosa di spettacoli che le lusinghino la vista". Da questo tipo di dichiarazioni si evince che in Italia è rimasto un solo uomo, Mussolini, in più c'è Balbo, che è candidato alla carica di uomo.
Anche senza parlare dell'immensa quantità di fotografie di Mussolini e delle sue continue apparizioni nei cinema, in tutta la nazione viene continuamente messo in opera un apparato propagandistico enorme. In Italia lo sport è straordinariamente sviluppato, gli onori resi agli atleti ne fanno dei veri eroi nazionali
(...) Se si apre un giornale italiano di otto pagine, se ne troveranno almeno quattro che parlano di sport. In più ogni manifestazione sportiva è organizzata con sfarzo eccezionale.
(...) Ho avuto la possibilità di sentir parlare Mussolini. Prima di iniziare il discorso si prepara, si mette in posa, visto che è un attore della vecchia scuola diplomatica, poi dice: " Roma è il centro del mondo, Piazza Venezia è il centro di Roma. I vostri piedi poggiano sulla terra più santa, l'unica che il mondo conosca."
(...) Tutto questo complesso di vittorie esteriori ha finito per determinare una specie di psicosi nella piccola borghesia. Agli Italiani, ai piccoli commercianti che se ne stanno sull'uscio dei loro negozietti, aspettando dei clienti che non arrivano, ogni cosa sembra fondata sulla finzione. Cominciano a domandarsi con una certa perplessità se sia mai possibile che tutto questo stia accadendo realmente. Tutti i giorni i quotidiani ribadiscono che l'Italia è la prima nazione del mondo, ma l'uomo della strada non ci crede. Dieci o dodici anni fa la nazione era veramente sull'orlo dell'abisso. La parola RIVOLUZIONE è indispensabile a Mussolini. Non c'è bisogno di aver letto le statistiche per sapere che il popolo era ridotto in uno stato tale da non poter più andare avanti. Ora tutto questo è stato cancellato. Questa gente assiste con meraviglia alle parate e ciò che vede la convince che le cose vadano meglio.

Vita e opere di Isaac Babel
 
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