| La notte dei poeti assassinati |
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| Scritto da A.Toscano |
| Venerdì 20 Novembre 2009 20:59 |
Lubianka
Il numero dei giustiziati varia secondo le fonti da dodici a trenta. Il processo segreto era iniziato nel maggio del 1952, l'accusa per tutti gli imputati era di tradimento, cospirazione e spionaggio contro lo stato sovietico. Il processo era stranamente durato alcuni mesi, mentre di solito le sentenze venivano eseguite con maggiore celerità, ma, dalla ancora scarsa documentazione, si evince che nonostante torture e maltrattamenti il processo andò a rilento per le coraggiose ritrattazioni in aula delle confessioni estorte. Fra i nomi dei giustiziati troviamo: Peretz Markish, David Bergel'son, Itzik Fefer, Leib Kvitko, David Hofstein, Benjamin Zuskin, Solomon Lozovskji, Boris Shimeliovich. Oltre a loro nella stessa notte vennero fucilati dieci ingegneri ebrei a capo delle fabbriche di auto di Stalin. Peretz Markish, ebreo ucraino di antica di origine sefardita, scriveva in Yiddish, la sua produzione comprendeva novelle, romanzi e poemi, che vennero in seguito tradotti in lingua russa da Anna Achmatova. Quando nel 1943 la delegazione della CEA fu inviata negli Stati Uniti da Stalin per ottenere maggiore pubblicità alle atrocità naziste e raccogliere fondi, ad accompagnare il capo della Cea, Solomon Michoels, avrebbe dovuto essere proprio Markish, ma all'ultimo momento venne sostituito da Itzik Fefer, che all'epoca risultava essere un informatore dell'NKVD. David Bergel'son era uno scrittore ucraino di famiglia hassidica, ebbe un momento di grande notorietà negli anni '20, quando fu definito "lo scrittore più pagato dell'anno", scriveva per giornali yiddish europei ed americani.Venne imprigionato nel 1948, ucciso nel 1952 e completamente riabilitato nel 1961, quando le sue opere vennero interamente pubblicate in URSS. Itzik Fefer era anch'egli uno scrittore yiddish di origini ucraine, fu un autore molto prolifico, la sua opera più nota è "Le ombre del Ghetto di Varsavia" che narra la grandiosa eroica resistenza di 750 ebrei contro la distruzione del ghetto da parte dei nazisti. Quest'opera poetica venne musicata e diventò famosissima. Nel famoso viaggio compiuto dalla Cea nel 1943 Fefer seguì Michoels come vice, e strinse amicizia negli Stati Uniti con Paul Robeson, il famoso attore cantante attore e attivista afro-americano. Alla morte di Michoels nel 1948 Fefer fu arrestato con l'accusa di tradimento. Durante le indagini preliminari pare abbia fatto centinaia di nomi, che però al processo risultarono falsi, e sempre durante il processo, Refe rivendicò le proprie origini ebraiche, pur difendendo il comunismo. Ma non gli apportò alcun beneficio e nella notte fatale anche lui fu fucilato. Nel 1955 venne riabilitato. Leib Kvitko era nato in uno shetl dell'Ucraina, aveva frequentato il seder del villaggio, ed era diventato un importante scrittore di poesia per bambini, totalmente aderente all'ideale di realismo socialista. Era uno degli editori della rivista della CEA Einigkeit. David Hofstein anch'egli ebreo ucraino scrisse in yiddish, russo, ebraico e ucraino. Visse per un periodo in Palestina dove compose nel 1924 il poema drammatico "Saul, l'ultimo re di Israele". Nel 1925 ritornò in Unione Sovietica, dove si trovò costretto a scrivere poesie celebrative del regime. Nel 1948 venne arrestato con gli altri componenti della CEA. Benjamin Zuskin era un attore teatrale e cinematografico e regista del Teatro Ebraico di Mosca. Era nato in Lituania ed in giovane età aveva studiato in un seder. Era stato decorato nel 1946 con il premio Stalin. Aveva iniziato a lavorare con Michoels nel 1921, quando al Teatro Yddish di Mosca venne rappresentato un lavoro di Sholom Aleichem. Il suo ruolo più riuscito fu quello del Fool nel Re Lear di Shakespeare tradotto in yiddish, in cui la parte di Re Lear era interpretata da Michoels stesso. Quando Michoels morì in circostanze misteriose, Zuskin divenne il direttore del Teatro Yiddish di Mosca. Venne arrestato mentre si trovava in ospedale con le stesse accuse mosse ai suoi compagni di sventura. Solomon Lozovskji, ebreo ucraino di origini forse sefardite, era un politico che aveva preso parte a numerose missioni all'estero. Era un bolscevico della prima ora, membro del Soviet Supremo, che aveva ricoperto cariche prestigiose. Fu arrestato perchè membro della CEA all'età di 70 anni, fu torturato a lungo ma non ammise mai le colpe attribuitegli e non fece mai nomi di altri. Nel 1994 vennero alla luce dei resoconti vaghi sul processo e la fucilazione del 12 agosto 1952, da cui risultava che Krushev alla morte di Stalin aveva prontamente riabilitato la CEA, il cui processo era stato condotto in "modo palesemente illegale". Boris Shimeliovich era il direttore medico del rinomato Ospedale di Mosca Botkin. Membro della CEA, fu arrestato nel 1949 e talmente torturato e maltrattato che presenziò al processo da una barella. Nel 1955 la Corte suprema dell'Unione Sovietica ritirò le accuse nei confronti dei membri della CEA per mancanza di prove, ma il nome di Shimeliovich fu riammesso nell'elenco dei membri del partito soltanto nel 1988. |
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