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Il Protocollo di Wannsee PDF Stampa E-mail
Scritto da Cobra Pliskin   
Lunedì 13 Ottobre 2008 15:05
protocolloQuesta è la traduzione del famigerato "Protocollo di Wannsee".
Per chi non lo conoscesse è il documento che sancì l'inizio della "soluzione finale" per la questione ebraica.
Il protocollo venne stilato durante una riunione tenutasi il 20 Gennaio del 1942 a Berlino.

 

Alla riunione sulla soluzione finale della questione ebraica, tenutasi il 20/1/1942 in Berlino, Am Grossen Wannsee n. 56/58, hanno partecipato:

 

Gauleiter dott. Meyer e Reichsamtsleiter dott. Leibbrandt

Reichsministerium für die besetzten Ostgebiete
[Ministero per i territori orientali occupati]

Segretario di stato dott. Stuckart

Ministero dell’interno

Segretario di stato Neumann

Beauftragter für den Vierjahresplan
[Incaricato per il piano quadriennale]

Segretario di stato dott. Freisler

Ministero della giustizia

Segretario di stato dott. Bühler

Office of the Governor General
[Ufficio del Governatore generale]

Sottosegretario di stato Luther

Ministero degli esteri

Oberführer delle SS Klopfer

Partei-Kanzlei
[Cancelleria del partito]

Direttore ministeriale Kritzinger

Reichskanzlei
[Cancelleria del Reich]

Gruppenführer delle SS Hofmann

Rasse- und Siedlungshauptamt
[Ufficio centrale della razza e degli insediamenti]

Gruppenführer delle SS Müller
Obersturmbannführer delle SS Eichmann

Reichssicherheitshauptamt
[Ufficio centrale della razza e degli insediamenti]

Oberführer delle SS dott. Schöngarth,
Comandante della Polizia di sicurezza
e del SD nel Governatorato generale

Polizia di sicurezza e SD

SS-Sturmbannführer dott. Lange,
Comandante della Polizia di sicurezza e del SD per il Distretto generale della Lettonia, in rappresentanza del Comandante della Polizia di sicurezza e del SD per il Commissariato dell’Ostland

Polizia di sicurezza e SD

II. Capo della polizia di sicurezza e del SD, Obergruppenführer delle SS Heydrich , dà inizio alla riunione, informando di essere stato designato dal Maresciallo del Reich quale responsabile dei preparativi per la soluzione finale della questione ebraica in Europa, e sottolineando come la presente riunione sia stata convocata per chiarire le questioni fondamentali. Poiché il Maresciallo del Reich ha richiesto che gli venga inviato un piano sugli aspetti organizzativi, oggettivi e materiali relativi alla soluzione finale della questione ebraica in Europa, si è reso necessario un esame preliminare comune da parte di tutti gli uffici centrali coinvolti direttamente in questi problemi, allo scopo di coordinare la strategia da seguire.

A dirigere le operazioni necessarie per attuare la soluzione finale della questione ebraica sarà il Reichsführer [Comandante generale] delle SS e Capo della polizia tedesca (Capo della polizia di sicurezza e del SD), indipendentemente dai confini geografici.

Il Capo della polizia di sicurezza e del SD ha quindi riepilogato brevemente la battaglia condotta fin qui contro questo nemico. Gli aspetti più importanti sono:

a) gli ebrei sono stati ricacciati dai singoli settori della vita del popolo tedesco,
b) gli ebrei sono stati ricacciati dallo spazio vitale del popolo tedesco.

Per mettere in atto questi obiettivi, si è proceduto in misura crescente e in modo sistematico ad accelerare l’emigrazione degli ebrei dal territorio del Reich, in quanto unica soluzione provvisoria possibile.

Per disposizione del Maresciallo del Reich, nel gennaio 1939 è stato istituito un Ufficio centrale del Reich per l’emigrazione ebraica, la cui direzione è stata affidata al Capo della polizia di sicurezza e del SD. Esso aveva soprattutto il compito di

a) effettuare tutti i preparativi necessari per una accresciuta emigrazione degli ebrei,
b) guidare il flusso emigratorio,
c) accelerare nei singoli casi l’effettiva emigrazione.

L’obiettivo era quello di ripulire con metodi legali lo spazio vitale tedesco dalla presenza degli ebrei.

Tutti gli uffici erano consapevoli degli svantaggi insiti in tale forzata emigrazione. Per il momento essi andavano tuttavia accettati, stante la mancanza di soluzioni alternative.
Nel periodo che seguì, i compiti connessi con l’emigrazione costituirono un problema non solo tedesco, ma un problema che ha riguardato anche i paesi di destinazione o immigrazione. Le difficoltà economiche, quale l’innalzamento degli importi da esibire e da pagare al momento dello sbarco, deciso dai vari governi stranieri, la scarsità di posti sulle navi, le limitazioni o divieti all’immigrazione resi sempre più rigidi, hanno ostacolato in misura considerevole l’auspicata emigrazione. Malgrado queste difficoltà, dall’avvento al potere fino alla data del 31/10/1941 sono stati indotti a emigrare ben 537.000 ebrei. Di cui:

dall’Altreich successivamente al 30/1/1933: 360.000
dalla Ostmark successivamente al 15/3/1938 147.000
dal Protettorato della Boemia e della Moravia successivamente al 15/3/1939:30.000

L’emigrazione è stata finanziata dagli ebrei stessi, ovverosia dalle organizzazioni politiche ebraiche. Per evitare che rimanessero gli ebrei proletarizzati, si è proceduto secondo il principio che gli ebrei benestanti debbano finanziare l’emigrazione degli ebrei nullatenenti; ed è stato pertanto imposto un contributo ovverosia una tassa sull’emigrazione, scaglionata secondo il patrimonio di ciascuno, che è stata utilizzata per sostenere i costi finanziari relativi all’emigrazione di ebrei nullatenenti.
Oltre alle somme in Reichsmark, erano necessari importi in valuta da esibire o pagare allo sbarco. Per tutelare il tesoro in valuta tedesco, tramite le organizzazioni ebraiche nazionali si è chiesto alle istituzioni finanziarie ebraiche all’estero di reperire le necessarie somme in valuta. Da questi ebrei stranieri sono stati pertanto messi a disposizione fino al 30/10/1941, mediante donazioni, 9.500.000 dollari.

Nel frattempo il Reichsführer delle SS e Capo della polizia tedesca, in considerazione dei rischi connessi all’emigrazione durante la guerra e anche delle possibilità offerte dall’est, ha vietato l’emigrazione degli ebrei.

III. L’emigrazione è stata ora sostituita, quale possibile soluzione alternativa, previamente autorizzata dal Führer, dall’evacuazione degli ebrei verso est.

Queste operazioni sono tuttavia da considerare solo come soluzioni di ripiego, per quanto attraverso di esse vengano già acquisite quelle esperienze pratiche che rivestono notevole importanza in vista della futura soluzione finale della questione ebraica.

Questa soluzione finale della questione ebraica in Europa riguarderà circa 11 milioni di ebrei, suddivisi come segue tra i singoli paesi:

Paese

Numero

A. Altreich
Ostmark
Territori dell’est
Governatorato generale
Bialystok
Protettorato di Boemia e Moravia
Estonia - sgombra da ebrei -
Lettonia
Lituania
Belgio
Danimarca
Francia - Zona occupata
- Zona non occupata
Grecia
Paesi Bassi'
Norvegia

B. Bulgaria
Inghilterra
Finlandia
Irlanda
Italia compresa la Sardegna
Albania
Croazia
Portogallo
Romania compresa la Bessarabia
Svezia
Svizzera
Serbia
Slovacchia
Spagna
Turchia (parte europea)
Ungheria
URSS

Ucraina (Bielorussia esclusa)
Bialystok

131.800
43.700
420.000
2.284.000
400.000
74.200

3.500
34.000
43.000
5.600
165.000
700.000
69.600
160.800
1.300

48.000
330.000
2.300
4.000
58.000
200
40.000
3.000
342.000
8.000
18.000
10.000
88.000
6.000
55.500
742.800
5.000.00

2.994.684
446.484

Totale: oltre

11.000.000

Le cifre della popolazione ebraica nei vari stati esteri qui riportate si riferiscono tuttavia soltanto agli ebrei per religione, in quanto in alcuni di quei paesi non esiste ancora una definizione degli ebrei secondo criteri razziali. Le misure per risolvere il problema nei singoli paesi incontreranno alcune difficoltà dovute a idee e atteggiamenti assai diffusi, soprattutto in Ungheria e in Romania. Per esempio ancora oggi in Romania l’ebreo, pagando, si può procurare documenti che gli attestino ufficialmente il possesso di una cittadinanza straniera.
L’influenza degli ebrei su tutti i settori dell’URSS è risaputa. Nella parte europea vivono circa 5 milioni di ebrei, nella zona asiatica giusto ¼ di milione di ebrei. La suddivisione per situazione lavorativa della popolazione ebraica residente nella parte europea dell’URSS era più o meno la seguente:

in agricoltura
come operai nelle città
nel commercio
impiegati come lavoratori statali
nelle professioni private – medicina, stampa, teatro ecc.

0,1 %
14,8 %
20,0 %
23,4 %
32,7 %

Adesso, nell’ambito della soluzione finale, gli ebrei dovrebbero essere utilizzati in impieghi lavorativi a est, nei modi più opportuni e con una direzione adeguata. In grandi squadre di lavoro, con separazione dei sessi, gli ebrei in grado di lavorare verranno portati in questi territori per la costruzione di strade, e non vi è dubbio che una gran parte verrà a mancare per decremento naturale.
Quanto all’eventuale residuo che alla fine dovesse ancora rimanere, bisognerà provvedere in maniera adeguata, dal momento che esso, costituendo una selezione naturale, è da considerare, in caso di rilascio, come la cellula germinale di una rinascita ebraica. (Vedi l’esperienza della storia.)
Nel corso dell’attuazione pratica della soluzione finale, l’Europa verrà passata al setaccio da ovest a est. Il territorio del Reich, incluso il Protettorato di Boemia e Moravia, dovrà essere affrontato in via preliminare, se non altro per ragioni legate al problema abitativo e ad altre esigenze socio-politiche.
Gli ebrei evacuati verranno dapprima portati senza indugio in cosiddetti ghetti di transito, per essere poi trasportati più a est.
L’Obergruppenführer delle SS Heydrich ha proseguito sottolineando come una importante condizione preliminare, onde poter attuare effettivamente l’evacuazione, sia l’esatta determinazione delle categorie di persone interessate.
Si prevede di non evacuare gli ebrei di età superiore ai 65 anni, bensì di trasferirli in un ghetto per anziani – si è pensato a Theresienstadt.
Oltre a queste classi – dei circa 280.000 ebrei che al 31/10/1941 si trovavano nell’Altreich e nella Ostmark, il 30% circa ha più di 65 anni – verranno accolti nei ghetti ebraici per anziani anche gli ebrei grandi invalidi di guerra e gli ebrei con decorazioni di guerra (Croce di ferro di I classe). Con questa conveniente soluzione si eliminano in un solo colpo le numerose intercessioni.
L’inizio delle operazioni di evacuazione più consistenti dipenderà in gran parte dagli sviluppi della situazione militare. Per quanto riguarda le misure relative alla soluzione finale nei territori europei da noi occupati e influenzati, si è proposto che i funzionari addetti del Ministero degli esteri si mettano d’accordo con il funzionario competente della Polizia di sicurezza e del SD.
In Slovacchia e in Croazia la questione è ormai abbastanza facilitata, in quanto in quei paesi i maggiori problemi di fondo, da questo punto di vista, sono già stati avviati a soluzione. Anche in Romania il governo ha ormai istituito un delegato per gli affari ebraici. Per risolvere la questione in Ungheria, sarà necessario imporre entro breve tempo al governo ungherese un consulente per i problemi relativi agli ebrei.
Per quanto riguarda il via ai preparativi per risolvere il problema in Italia, l’Obergruppenführer delle SS Heydrich ritiene opportuno a questo proposito stabilire un collegamento con il Capo della polizia.
Nella Francia sia occupata che non occupata il censimento degli ebrei in vista dell’evacuazione non dovrebbe probabilmente incontrare grandi difficoltà.
A questo proposito il Sottosegretario di stato Luther fa notare che, se si affronta più a fondo questo problema in alcuni paesi, per esempio negli stati nordici, insorgeranno delle difficoltà, e che pertanto sarebbe opportuno pensare a questi paesi in un secondo tempo. Dato lo scarso numero di ebrei di cui si tratta, tale rinvio non costituisce oltretutto una limitazione di rilievo.
In compenso il Ministero degli esteri non prevede grandi difficoltà per l’Europa sudorientale e occidentale.
Il Gruppenführer delle SS Hofmann intende inviare un funzionario dell’Ufficio centrale per la razza e gli insediamenti in Ungheria, a scopo di orientamento generale, al momento in cui il Capo della polizia di sicurezza e del SD deciderà di porre mano alla questione in quel paese. Si è stabilito per ora di distaccare questo funzionario dell’Ufficio centrale per la razza e gli insediamenti, che non dovrà attivarsi, col ruolo ufficiale di assistente dell’attaché di polizia.
IV. Le leggi di Norimberga dovranno in un certo senso costituire la base del piano di soluzione finale. Necessaria premessa per una sistemazione definitiva del problema è che venga risolta anche la questione dei matrimoni misti e dei meticci.
Il Capo della polizia di sicurezza e del SD, in relazione a una lettera del Capo della Cancelleria del Reich, espone per intanto in via teorica i punti che seguono:

1) Trattamento dei meticci di 1° grado
Per quanto riguarda la soluzione finale della questione ebraica, i meticci di 1° grado sono equiparati agli ebrei.

Da questo trattamento sono esclusi:

a) i meticci di 1° grado coniugati con persone di sangue tedesco, dal cui matrimonio siano nati figli meticci di 2° grado). Questi meticci di 2° grado sono sostanzialmente da equiparare ai tedeschi.
b) i meticci di 1° grado per i quali le massime autorità del partito e dello stato abbiano finora autorizzato una qualche eccezione in determinati settori.

Ogni caso dovrà essere esaminato singolarmente, e non si esclude che questa volta la decisione sia favorevole al meticcio.
Eventuali eccezioni dovranno essere sempre concesse per meriti sostanziali del meticcio stesso. (Non meriti del genitore o del coniuge di sangue tedesco.)
Il meticcio di 1° grado escluso dall’evacuazione sarà sterilizzato, onde evitare qualsiasi discendenza ed eliminare definitivamente il problema dei meticci. La sterilizzazione sarà effettuata volontariamente. Essa costituisce tuttavia la condizione necessaria per poter restare nel Reich. Il "meticcio" sterilizzato sarà quindi liberato da tutte le restrizioni cui era sottoposto in precedenza.

2) Trattamento dei meticci di 2° grado.
I meticci di 2° grado sono sostanzialmente classificati come di sangue tedesco, ad eccezione dei casi seguenti, in cui i meticci di 2° grado sono equiparati agli ebrei:

a) meticcio di 2° grado nato da un matrimonio bastardo (genitori entrambi meticci).
b) aspetto particolarmente sfavorevole dal punto di vista razziale del meticcio di 2° grado, che già esteriormente lo fa classificare tra gli ebrei.
c) giudizio particolarmente negativo sul meticcio di 2° grado dal punto di vista politico e dell’ordine pubblico, che rivela come egli si senta e si comporti come un ebreo.

Anche in questi casi non si dovranno fare eccezioni, neppure se il meticcio di 2° grado è coniugato con persona di sangue tedesco.

3) Matrimoni tra ebrei puri e persone di sangue tedesco.

Si dovrà decidere caso per caso se il coniuge ebreo debba essere evacuato o se, in considerazione delle conseguenze che tale provvedimento avrebbe per i parenti tedeschi di questo matrimonio misto, sia da trasferire in un ghetto per anziani.

4) Matrimoni tra meticci di 1° grado e persone di sangue tedesco.

a) senza figli.
Se dal matrimonio non sono nati figli, il meticcio di 1° grado sarà evacuato o trasferito in un ghetto per anziani. (Uguale trattamento come per i matrimoni tra ebrei puri e persone di sangue tedesco, punto 3)
b) con figli.
Se dal matrimonio sono nati figli (meticci di 2° grado), questi, se equiparati agli ebrei, saranno evacuati o trasferiti in un ghetto insieme al meticcio di 1° grado. Qualora tali figli siano equiparati ai tedeschi (come avviene di norma) sono da escludere dall’evacuazione, e di conseguenza lo sarà anche il meticcio di 1° grado.

5) Matrimonio tra meticci di 1° grado e meticci di 1° grado o ebrei.
In questi matrimoni tutti (inclusi i figli) vengono trattati come ebrei e pertanto evacuati o trasferiti in un ghetto per anziani.

6) Matrimoni tra meticci di 1° grado e meticci di 2° grado.
Entrambi i coniugi, indipendentemente dal fatto se vi siano figli o meno, vengono evacuati o trasferiti in un ghetto per anziani, in quanto negli eventuali figli si riscontra di regola, dal punto di vista razziale, una impronta di sangue ebraico più forte che nei meticci ebrei di 2° grado.

È opinione del Gruppenführer delle SS Hofmann che si debba fare ampio uso della sterilizzazione, anche perché il meticcio,posto di fronte alla scelta se essere evacuato o sterilizzato, preferirà sottoporsi alla sterilizzazione.
Il Segretario di stato dott. Stuckart osserva come l’attuazione pratica delle soluzioni appena esposte per risolvere il problema dei matrimoni misti e dei meticci implicherebbe, in questa forma, un lavoro amministrativo smisurato. Onde tenere comunque conto anche delle realtà biologiche, d’altro canto, il Segretario di stato dott. Stuckart ha proposto di procedere alla sterilizzazione forzata.
Per semplificare il problema dei matrimoni misti bisognerebbe inoltre prendere in considerazione altre possibilità, con l’obiettivo che il legislatore dichiari per esempio: "Questi matrimoni sono sciolti con affetto immediato". Per quanto riguarda la questione degli effetti che l’evacuazione degli ebrei potrà avere sulla vita economica, il Segretario di stato Neumann dichiarava che per il momento, fintanto che non saranno a disposizione rimpiazzi, gli ebrei impiegati in imprese di rilevanza bellica non potranno essere evacuati.
L’Obergruppenführer delle SS Heydrich faceva notare come questi ebrei, secondo le direttive da lui approvate per le operazioni di evacuazione attualmente in corso, non vengono evacuati comunque.
Il Segretario di stato dott. Bühler osservava come il Governatorato generale gradirebbe che per la soluzione finale di questo problema si iniziasse dal Governatorato generale, intanto perché qui il problema dei trasporti non riveste un ruolo preminente, né questa operazione sarebbe ostacolata da motivi legati all’impiego lavorativo. Gli ebrei dovrebbero essere allontanati al più presto dal territorio del Governatorato generale, perché qui più che altrove l’ebreo costituisce un grave pericolo in quanto portatore di malattie, e inoltre crea continuamente disordine nella struttura economica del paese attraverso il mercato nero. Oltretutto, dei 2 milioni e mezzo di ebrei che sarebbero interessati dal provvedimento, la maggioranza è inabile al lavoro.
Il Segretario di stato dott. Bühler osserva inoltre come la soluzione della questione ebraica nel Governatorato generale sia compito del Capo della polizia di sicurezza e del SD, e come il suo lavoro abbia l’appoggio delle autorità del Governatorato generale. Ha una sola richieste da fare, che la questione ebraica in questo territorio sia risolta al più presto.
Al termine sono state esaminati i diversi tipi di soluzione. A questo proposito sia da parte del Gauleiter dott. Meyer che del Segretario di stato dott. Bühler è stata espressa l’opinione che certe attività preparatorie in vista della soluzione finale dovrebbero essere svolte direttamente nei territori interessati, evitando tuttavia di suscitare allarme tra la popolazione. Con l’invito rivolto del Capo della polizia di sicurezza e del SD ai partecipanti all’incontro, perché gli forniscano un sostegno adeguato nell’esecuzione dei compiti connessi alla soluzione, la riunione si è conclusa.

 

Golda Meir

1golda_meir2Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi.

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