Lo shofar PDF Stampa E-mail
Scritto da Azil   
Giovedì 02 Ottobre 2008 11:40

Ci sono momenti della nostra vita pieni di emozioni particolari incancellabili, l'emozione per il bar mitzva, per il primo amore, il matrimonio la nascita di un figlio o di un nipote.

SofarQueste sono quelle che per prime ricordiamo, quelle che tutti comprendono nella loro logicità, poi ce ne sono tante altre che proviamo e che spesso le nascondiamo nel nostro libro dei ricordi, a volte di esse rendiamo partecipi amici e cari, ed a volte invece restano nascoste nel nostro IO.
Una di quelle emozioni per me è il suono dello shofar per Rosh Hashanà. E' una di quelle emozioni provate che ti chiedi se saranno comprese, ti chiedi ancora se rivelarle o no. Poi magari quel giorno dopo l'emozione provata ti và di raccontarla magari scrivendola mentre sei solo davanti uno schermo luminoso che magicamente trasforma in parole i tuoi pensieri, anche quelli più reconditi.
Sei appena stato chiamato ad assistere alla lettura di un brano della Torah, hai fatto la tua offerta, una mitzva non obbligatoria ma che senti di voler fare perchè nella tua mente sono ben impresse quelle parole: non tornare indietro a ripuilire la vigna dopo la vendemmia lascia quei grappoli rimasti per l'orfano il povero e la vedova.
E dopo la lettura della torah una volta riposti i rotoli per noi sacri nell'aron hakodesh, arriva il momento del suono dello shoafar. Tu sei in piedi vedi il bahal tokeia, il suonatore, con la testa coperta dal tallit, e come un irrefrenabilie stimolo anche tu fai la stessa cosa, coprendoti il capo con la testa leggermente recrinata verso il basso. E mentre sei solo sotto quel manto odi il suono dello shofar, un brivido ti attraversa il corpo, la tua mente naviga nel tempo e un'immagine ti appare: è il Sinai con la nube che l'avvolgeva. Quel suono ti appare come una chiamata e quel brivido è la tua risposta, è il tuo esserci, il tuo corpo, la tua  anima che sente, che si sente vicino all'Altissimo, che spera in una buona firma nel tuo libro della vita.
Lo shofar ha finito di suonare, suonerà ancora durante l'amidà, e mentre tolgo il tallit dal mio capo in me risuonano quelle parole scritte in Deuteuronomio

[13]Non soltanto con voi io sancisco questa alleanza e pronunzio questa imprecazione, [14]ma con chi oggi sta qui con noi davanti al Signore nostro Dio e con chi non è oggi qui con noi.

Amèn

 

Golda Meir

1golda_meir2Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi.

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