Home Ebraismo Riti Un bar mitzva particolare
Un bar mitzva particolare PDF Stampa E-mail
Scritto da Azil   
Sabato 14 Giugno 2008 17:16

Oggi a Modena è stato celebrato un bar mizva, voi direte: ebbene cosa c'è di strano?
Al mondo ogni shabbat vengono celebrati dei bar mizva, è accaduto anche nella città della Ferrari tutto qua. Invece vi sbagliate, innanzitutto è un bel pezzo che non accade più a Modena, ahi ahi ahi Israele ci ha rubato i nostri giovani. In secondo luogo non c'era nessun tradicenne.

barMitzvaEh si è tutto qua l'arcano, che rende questa maggiore età religiosa speciale. Ma andiamo all'inizio, una madre ebrea che sposa un non ebreo, il figlio nato da quest'unione resta nel limbo, nè ebreo nè cristiano, la madre in particolare non avrebbe mai permesso un battesimo.
Il ragazzo cresce, una bella vita santificata da una bella moglie che gli ha dato 5 figli, una bella carriera in cui diventa primario del reparto di rianimazione al policlinico di Modena.
Poi passano gli anni, lui sente uno strano pizzicorio al naso, arrivato nei bei tre quarti del cammin di sua vita sente, come dicevo, che ha dimenticato di fare qualcosa. Sente che in lui è germogliato qualcosa della semina di sua madre, sente improvvisamente un'attrazione irresistibile verso il Dio di Mosè, prende in mano una vecchia bibbia, un prezioso regalo materno, ed inizia a leggere.
Dopo alcuni giorni si trova in piazza Mazzini a Modena, di fronte a lui la chiesa ebraica, impossibile non notarne lo stile che lo differenzia da tutte le altre chiese, è proprio lui, il tempio ebraico, senza alcun dubbio. Una porta un campanello: comunità ebraica. Si dice: che faccio suono? E cosa dico? Ma no, me ne vado! La mano si allunga suona il campanello. Poi gli avvenimenti lo travolgono, arriva il si del Bet Hadin di Laras, si trova nel suo ospedale per una circoncisione mai immaginata. Ed oggi dopo due anni da quel giorno improvvisamente si trova sulla Tevà per il suo bar mizvà, e non dimentica la madre ed i nonni ricordandoli dopo tanti anni di silenzio. Sono contento di essere stato chiamato subito dopo di lui ad assistere alla lettura di un brano della Torah, ed avergli stretto la mano per primo dopo il suo bar mitzva: Kazakkk mazal tov Mosce!
Durante il kiddush offerto dal nostro correligionario ritrovato, ha detto due parole ricordando ancora i suoi genitori, ed esprimendo commosso la sua grande soddisfazione per aver potuto raggiungere la meta che si era prefissato.

Ah mi pare di aver dimenticato di dirvi che Mosce ha 82 anni.

Kol hakavod Mosce, vekol hakavod in particolare alla tua Mamma zichronà livrachà.

Azil

 

Golda Meir

1golda_meir2Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi.

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