| Chanuka la festa delle luci |
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| Scritto da Azil |
| Lunedì 11 Dicembre 2006 21:00 |
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Lo chanukà celebra la sconfitta "dei potenti per mano dei deboli, dei molti per mano dei pochi... e dei cattivi per mano dei giusti". Di che cosa si tratta? Era il periodo successivo alla morte di Alessandro il Grande, Antiochùs di Siria, allora governatore su Israele voleva ellenizzare gli ebrei, e per questa ragione proibì di rispettare le Leggi della Torà imponendole pratiche idolatre dal paganesimo greco. I suoi provvedimenti furono sostenuti da migliaia di soldati. Gli ebrei, però, resistettero. Si radunarono sotto la bandiera di una famiglia di Cohanim fedeli a Dio, i Chashmonàim, decisi a combattere l'oppressione siriana. I Macabiìm, combatterono senza tregua per scacciare il nemico e contro eserciti immensi, conseguirono la vittoria. I siriani fuggirono e Gerusalemme fu liberata. Il Tempio, profanato dai riti pagani dell'invasore, fu purificato nuovamente e inaugurato. La Menorà, il candelabro a sette braccia che simboleggiava la Presenza Divina e la luce spirituale, fu riaccesa con l'olio di oliva puro, trovato miracolosamente nel Tempio. E il miracolo avvenne: l'olio, appena sufficiente per alimentare la Menorà durante una sola giornata, bruciò per otto giorni, tempo necessario per preparare dell'olio puro nuovo.
Un insolito silenzio regnava nella baracca, poiché tutte le ebree ungheresi, che formavano la maggioranza delle sue inquiline, si erano raccolte in un corridoio prospiciente la stanzetta che da tempo immemorabile erano in costruzione dei lavandini. Le signore del Block vi avevano portato un tavolo coperto da una tovaglia bianchissima, adornato ai lati da due vasetti colmi di quei fiori di campo che i "Comandi" di campagna portavano in omaggio alle Capo delle baracche. Nel centro del tavolo, su un piccolo vassoio ricolmo di olio, erano allineati gli otto lucignoli simbolo della resistenza e della vittoria, e la Capo del Block con in mano un libriccino tutto gualcito, salmodiava ad alta voce le antichissime preghiere che tutte le donne ripetevano in coro.
- Guarda - disse Maria, mentre i suoi occhi si accendevano di una luce estatica, - Guarda, com'è bello!
La Blockowa avvicinò un fiammifero al primo lucignolo.
L'accese, e mentre le donne intonavano l'inno del ringraziamento, pregando il Signore potente e terribile di conservare accesa eternamente la fiamma della loro fede, traverso ogni dolore, ogni distruzione e persecuzione, nei secoli dei secoli, la piccola fiamma brillò di un luce splendente.
Chag sameach |
Golda Meir
Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi. |
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Per non dimenticare riporto un brano, che mi ha particolarmente emozionato, dal libro di
Possiamo perdonare gli arabi se uccidono i nostri bambini. Ma non possiamo perdonarli se ci costringono ad uccidere i loro. Avremo la pace solo quando gli arabi ameranno i loro bambini più di quanto odino noi.



















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